giovedì 29 settembre 2022

IL CREDO

RIFORMA PROTESTANTE IN ROMAGNA & NEI SECOLI

                 Speciale
                *IL CREDO*
(Dal credo apostolico a quelli delle chiese nate dalla Riforma Protestante) 
Credo niceno-costantinopolitano

Credo in un solo Dio, Padre onnipotente,
creatore del cielo e della terra,
di tutte le cose visibili e invisibili.
Credo in un solo Signore, Gesù Cristo,
unigenito, Figlio di Dio,
nato dal Padre prima di tutti i secoli:
Dio da Dio,
Luce da Luce,
Dio vero da Dio vero;
generato, non creato:
della stessa sostanza del Padre;
per mezzo di lui tutte le cose sono state create.
Per noi uomini e per la nostra salvezza
discese dal cielo;
e per opera dello Spirito santo si è incarnato
nel seno della vergine Maria
e si è fatto uomo.
Fu crocifisso per noi,
patì sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto.
Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture;
È salito al cielo, siede alla destra del Padre.
E di nuovo verrà, nella gloria,
per giudicare i vivi e i morti:
e il suo regno non avrà fine.
Credo nello Spirito santo, che è Signore e dà la vita,
e procede dal Padre e dal Figlio
e con il Padre ed il Figlio
È adorato e glorificato:
e ha parlato per mezzo dei profeti.
Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica.
Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati.
E aspetto la risurrezione dei morti
e la vita del mondo che verrà.
Amen.

Credo Apostolico

Io credo in Dio, Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra.
E in Gesù Cristo, Suo unico Figlio, nostro Signore;
il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine;
patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto;
discese agli inferi;
il terzo giorno risuscitò da morte;
salì al cielo;
siede alla destra di Dio Padre Onnipotente;
di là verrà per giudicare i vivi ed i morti.
Credo nello Spirito Santo;
la santa Chiesa Cattolica;
la comunione dei santi;
la remissione dei peccati;
la risurrezione della carne;
la vita eterna.
Amen.
Chiesa Apostolica 
IL0 NOSTRO CREDO
"Vi è un unico Signore, un'unica fede, un unico battesimo" Efesini 4:5
LA BIBBIA
Crediamo che la Bibbia è l'infallibile parola di Dio.  "Tutta la Scrittura è divinamente ispirata e utile a insegnare, a convincere, a correggere e a istruire nella giustizia" 2 Timoteo 3:16
La Bibbia è unica in armonia e continuità dalla Genesi all'Apocalisse, l'unico libro per eccellenza con il tema generale: La redenzione dell'uomo effettuata da Dio.
La Bibbia contiene tutte le dottrine che conducono alla salvezza dell'essere umano. Dona fede, speranza e istruzione alla sua Chiesa.
La Bibbia deve essere letta e approfondita da ogni essere umano; lo Spirito Santo guida per comprenderla pienamente.

"Allora aprì loro la mente, perché comprendessero le Scritture" Luca 24:25


"Noi abbiamo anche la parola profetica più certa a cui fate bene a porgere attenzione, come a una lampada che splende in un luogo oscuro, finché spunti il giorno e la stella mattutina sorga nei vostri cuori, sapendo prima questo: che nessuna profezia della Scrittura è soggetta a particolare interpretazione. Nessuna profezia infatti è mai proceduta da volontà d'uomo, ma i santi uomini di Dio hanno parlato, perché spinti dallo Spirito Santo"  2 Pietro 1:19-21
L'UNICO VERO DIO
Crediamo nell'unico, sempre vivente, Dio eterno: con potenza illimitata, con una natura, attributi e intenzioni sante; Dio che possiede una deità assoluta e indivisibile. Quest'unico vero Dio si è rivelato come Padre nella creazione; come Figlio nella redenzione; e come Spirito Santo nella rigenerazione.

La Scrittura fa più che provare l'esistenza di Dio; sostiene, assume e dichiara che la conoscenza di Dio è universale.

"Poiché ciò che si può conoscere di Dio è manifesto in loro, perché Dio lo ha loro manifestato" Romani 1:19

Dio è invisibile, senza corpo, senza parti, immateriale, e perciò libero da tutte le limitazioni.

"Dio è Spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità" Giovanni 4:24

"Il primo comandamento di tutti è: "Ascolta, Israele: Il Signore Dio nostro è l'unico Signore"  Marco 12:29

"Ascolta, Israele: l'Eterno, il nostro DIO, l'Eterno è uno" Deuteronomio 6:4

"Un Dio unico e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, fra tutti e in voi tutti" Efesini 4:6

"E, senza alcun dubbio, grande è il mistero della pietà: Dio è stato manifestato in carne, è stato giustificato nello Spirito, è apparso agli angeli, è stato predicato tra i gentili, è stato creduto nel mondo, è stato elevato in gloria" 1 Timoteo 3:16

EMMANUELE, DIO CON NOI
"Dio, dopo aver anticamente parlato molte volte e in svariati modi ai padri per mezzo dei profeti, in questi ultimi giorni ha parlato a noi per mezzo di suo Figlio, che egli ha costituito erede di tutte le cose, per mezzo del quale ha anche fatto l'universo" Ebrei 1:1-2


"Perciò, entrando nel mondo, egli dice: «Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, ma mi hai preparato un corpo; tu non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato. Allora io ho detto: "Ecco, io vengo; nel rotolo del libro è scritto di me; io vengo per fare, o Dio, la tua volontà" Ebrei 10:5-7

"Che è la via recente e vivente che egli ha inaugurato per noi attraverso il velo, cioè la sua carne" Ebrei 10:20

Crediamo che Gesù è Dio
"Allora Tommaso rispose e gli disse: «Signor mio e Dio mio!»" Giovanni 20:28
"Dei quali sono i padri e dai quali proviene secondo la carne il Cristo che è sopra tutte le cose Dio, benedetto in eterno. Amen" Romani 9:5

Crediamo che Gesù è VERO DIO e VERO UOMO
"Uno dei capi lo interrogò, dicendo: «Maestro buono, che devo fare per ereditare la vita eterna?»" Luca 18:18
"E gli ha anche dato l'autorità di giudicare, perché è il Figlio dell'uomo" Giovanni 5:27
"Il primo uomo, tratto dalla terra, è terrestre; il secondo uomo, che è il Signore, è dal cielo" 1 Corinzi 15:47

L'unico vero Dio, l'Eterno del Vecchio Testamento, assunse la forma dell'uomo; e come il Figlio dell'uomo, nacque dalla vergine Maria. Come Paolo dice: "E, senza alcun dubbio, grande è il mistero della pietà: Dio è stato manifestato in carne, è stato giustificato nello Spirito, è apparso agli angeli, è stato predicato tra i gentili, è stato creduto nel mondo, è stato elevato in gloria" 1 Timoteo 3:16

"Egli è venuto in casa sua, e i suoi non lo hanno ricevuto" Giovanni 1:11

Quest'unico vero Dio è manifestato nella carne, che è, nel Suo Figlio Gesù Cristo. "Poiché Dio ha riconciliato il mondo con sé in Cristo, non imputando agli uomini i loro falli, ed ha posto in noi la parola della riconciliazione"  2 Corinzi 5:19

Crediamo che "in lui abita corporalmente tutta la pienezza della Deità" Colossesi 2:9, "perché è piaciuto al Padre di far abitare in lui tutta la pienezza" Colossesi 1:19.

Perciò, Gesù nella sua umanità era uomo; nella sua Deità era ed è Dio. La sua carne era l'agnello, o il sacrificio di Dio. Egli è l'unico mediatore fra Dio e l'uomo. "Vi è infatti un solo Dio, ed anche un solo mediatore tra Dio e gli uomini: Cristo Gesù uomo" 1 Timoteo 2:5


"Dio infatti ha posto ogni cosa sotto i suoi piedi. Quando però dice che ogni cosa gli è sottoposta, è chiaro che ne è eccettuato colui che gli ha sottoposto ogni cosa. E quando ogni cosa gli sarà sottoposta, allora il Figlio sarà anch'egli sottoposto a colui che gli ha sottoposto ogni cosa, affinché Dio sia tutto in tutti" 1 Corinzi 15:27-28

Per questo la profezia dice: "Perciò il Signore stesso vi darà un segno: Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio e gli porrà nome Emmanuele"  Isaia 7:14

L'adempimento della profezia:"Ecco, la vergine sarà incinta e partorirà un figlio, il quale sarà chiamato Emmanuele che, interpretato, vuol dire: "Dio con noi" Matteo 1:23

IL NOME
Dio utilizzò titoli differenti, come "Dio Elohim", "Dio Onnipotente", "El Shaddai", "Geova", e specialmente "Geova Signore", il nome redentore nel Vecchio Testamento.

"Poiché un bambino ci è nato, un figlio ci è stato dato. Sulle sue spalle riposerà l'impero, e sarà chiamato Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre eterno, Principe della pace"  Isaia 9:5


"Perciò il Signore stesso vi darà un segno: Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio e gli porrà nome Emmanuele" Isaia 7:14

"Ecco, la vergine sarà incinta e partorirà un figlio, il quale sarà chiamato Emmanuele che, interpretato, vuol dire: "Dio con noi" Matteo 1:23

Questa profezia d'Isaia si è adempiuta quando al Figlio di Dio è stato dato un nome. "Ed ella partorirà un figlio e tu gli porrai nome Gesù, perché egli salverà il suo popolo dai loro peccati"  Matteo 1:21

"E in nessun altro vi è la salvezza, poiché non c'è alcun altro nome sotto il cielo che sia dato agli uomini, per mezzo del quale dobbiamo essere salvati"  Atti 4:12

LA CREAZIONE DELL'UOMO
Nel principio Dio creò l'uomo innocente, puro e santo"Questo è il libro della discendenza di Adamo.

Nel giorno in cui DIO creò l'uomo lo fece a somiglianza di DIO. Li creò maschio e femmina, li benedisse e diede loro il nome di uomo, nel giorno in cui furono creati" Genesi 5:1-2

"Poi DIO disse: «Facciamo l'uomo a nostra immagine e a nostra somiglianza, ed abbia dominio sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo, sul bestiame e su tutta la terra, e su tutti i rettili che strisciano sulla terra»" Genesi 1:26

"Ed egli, rispondendo, disse loro: «Non avete voi letto che chi li creò da principio, li creò maschio e femmina?" Matteo 19:4

LA CADUTA DELL'UOMO
Per disubbidienza, Adamo ed Eva, i primi della razza umana, caddero dal loro stato santo e Dio li cacciò dall'Eden.
"Ecco, solo questo ho trovato: DIO ha fatto l'uomo retto, ma gli uomini hanno ricercato molti artifici" Ecclesiaste 7:29

"Poiché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio" Romani 3:23

"Perciò, come per mezzo di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e per mezzo del peccato la morte, così la morte si è estesa a tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato; perché, fino a che fu promulgata la legge, il peccato era nel mondo;
In cosa credono i Luterani

Una chiesa Luterana deve essere fondata, per quanto concerne la fede, la dottrina e il servizio, sul Vangelo di Gesù Cristo, così come ci è tramandato nella Sacra Scrittura, Antico e Nuovo Testamento, e testimoniato nelle professioni di fede della Chiesa antica e nella Confessione Augustana dell’anno 1530.” Per “professioni della Chiesa antica” si intendono nella prassi il Credo Apostolico (attestato fin dal IV secolo in Ambrogio e in Rufino, e all’inizio del VI secolo è presentato nella sua formula definitiva da Cesario di Arles.) e il Credo di Nicea-Costantinopoli (325/381).


Credo Apostolico
Io credo in Dio, Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra. E in Gesù Cristo, suo Figlio unigenito, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocefisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi, il terzo giorno resuscitò dai morti, salì al cielo, siede alla destra di Dio, Padre onnipotente. Di là ha da venire a giudicare i vivi e i morti. Io credo nello Spirito Santo, nella santa Chiesa cristiana [Universale], nella comunione dei santi, nella remissione dei peccati, nella resurrezione della carne e nella vita eterna. Amen.


Credo Apostolico in latino
Credo in Deum Patrem omnipotentem, Creatorem caeli et terrae, et in Iesum Christum, Filium Eius unicum, Dominum nostrum, qui conceptus est de Spiritu Sancto, natus ex Maria Virgine, passus sub Pontio Pilato, crucifixus, mortuus, et sepultus; descendit ad inferos, tertia die resurrexit a mortuis; ascendit ad caelos, sedet ad dexteram Dei Patris omnipotentis: inde venturus est iudicare vivos et mortuos. Credo in Spiritum Sanctum, sanctam Ecclesiam Catholicam [Universale], sanctorum communionem, remissionem peccatorum, carnis resurrectionem, vitam aeternam. Amen.


Credo di Nicea-Costantinopoli
Io credo nell’unico Dio, Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili ed invisibili. E nell’unico Signore Gesù Cristo, Figlio unigenito di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli. Dio da Dio, luce da luce, Dio vero da Dio vero, generato, non fatto, consostanziale al Padre; per lui sono state fatte tutte le cose. Egli per noi uomini e per la nostra salvezza discese dai cieli. E s’incarnò per opera dello Spirito Santo da Maria vergine e si fece uomo. Fu anche crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, patì e fu sepolto. E risuscitò il terzo giorno, secondo le scritture. E salì al cielo dove siede alla destra del Padre. E di nuovo ha da venire, con gloria, a giudicare i vivi e i morti. E il suo regno non avrà mai fine. E nello Spirito Santo, Signore, vivificatore, che procede dal Padre e dal Figlio, che è adorato e glorificato insieme col Padre e col Figlio, che parlò per bocca dei profeti. E nell’unica Chiesa, santa, cristiana, apostolica. Professo l’unico battesimo per la remissione dei peccati ed aspetto la resurrezione dei morti e la vita del mondo futuro. Amen.

Credo di Nicea-Costantinopoli in greco
Πιστεύομεν εἰς ἕνα Θεόν, Πατέρα Παντοκράτορα, ποιητὴν οὐρανοῦ καὶ γῆς, ὁρατῶν τε πάντων καὶ ἀοράτων. / Καὶ εἰς ἕνα Κύριον Ἰησοῦν Χριστόν, τὸν Υἱὸν τοῦ Θεοῦ τὸν μονογενῆ, τὸν ἐκ τοῦ Πατρὸς γεννηθέντα πρὸ πάντων τῶν αἰώνων· φῶς ἐκ φωτός, Θεὸν ἀληθινὸν ἐκ Θεοῦ ἀληθινοῦ, γεννηθέντα οὐ ποιηθέντα, ὁμοούσιον τῷ Πατρί, δι’ οὗ τὰ πάντα ἐγένετο. / Τὸν δι’ ἡμᾶς τοὺς ἀνθρώπους καὶ διὰ τὴν ἡμετέραν σωτηρίαν κατελθόντα ἐκ τῶν οὐρανῶν καὶ σαρκωθέντα ἐκ Πνεύματος Ἁγίου καὶ Μαρίας τῆς Παρθένου καὶ ἐνανθρωπήσαντα. / Σταυρωθέντα τε ὑπὲρ ἡμῶν ἐπὶ Ποντίου Πιλάτου, καὶ παθόντα καὶ ταφέντα. / Καὶ ἀναστάντα τῇ τρίτῃ ἡμέρα κατὰ τὰς Γραφάς. / Καὶ ἀνελθόντα εἰς τοὺς οὐρανοὺς καὶ καθεζόμενον ἐv δεξιᾷ τοῦ Πατρός. / Καὶ πάλιν ἐρχόμενον μετὰ δόξης κρῖναι ζῶντας καὶ νεκρούς, οὗ τῆς βασιλείας οὐκ ἔσται τέλος. / Καὶ εἰς τὸ Πνεῦμα τὸ Ἅγιον, τὸ κύριον καὶ τὸ ζωοποιόν, τὸ ἐκ τοῦ Πατρὸς ἐκπορευόμενον, τὸ σὺν Πατρὶ συμπροσκυνούμενον καὶ συνδοξαζόμενον, τὸ λαλῆσαν διὰ τῶν προφητῶν. / Εἰς μίαν, Ἁγίαν, Καθολικὴν καὶ Ἀποστολικὴν Ἐκκλησίαν. / Ὁμολογοῦμεν ἓν βάπτισμα εἰς ἄφεσιν ἁμαρτιῶν. / Προσδοκοῦμεν ἀνάστασιν νεκρῶν. / Καὶ ζωὴν τοῦ μέλλοντος αἰῶνος. Ἀμήν.


Dalla Confessione Augustana
La Confessione Augustana, stilata da Filippo Melantone, fu presentata all’Imperatore Carlo V durante la Dieta di Augusta del 1530. È il testo dottrinario fondamentale delle Chiese luterane. Ne diamo solo alcuni estratti, ricavati dall’opera Augusta 1530: il dibattito Luterano-Cattolico a cura di Michele Cassese, edito daslla Libera Facoltà Biblica Internazionale. L’originale della Confessione Augustana è in latino; la traduzione italiana degli estratti è presa da La Confessione Augustana del 1530, trad. di M.R. Serafini, Claudiana, Torino 1980, pp. 107-109. Il testo originale in latino lo potete trovare sempre in questo sito.

I Dio
Le Chiese presso di noi insegnano, in completo accordo, che il decreto del Concilio di Nicea sull’unità dell’Essenza divina e sulle tre Persone è vero e deve essere creduto senza alcuna esitazione. […]

IV La giustificazione
Allo stesso modo insegnano che gli uomini non possono essere giustificati al cospetto di Dio in virtù delle proprie forze, dei propri meriti, delle proprie opere, ma sono giustificati gratuitamente, per opera di Cristo, mediante la fede, in quanto credano di essere accolti nella grazia e che i loro peccati siano rimessi per opera di Cristo, il quale, con la sua morte, diede soddisfazione per i nostri peccati. […]

VII La Chiesa
Allo stesso modo insegnano che la Chiesa una e santa sussisterà in perpetuo. Invero la Chiesa è l’assemblea dei santi nella quale si insegna l’Evangelo nella sua purezza e si amministrano correttamente i sacramenti. E per la vera unità della Cheisa è sufficiente l’accordo sull’insegnamento dell’Evangelo e sull’amministrazione dei sacramenti. Non è invece necessario che siano ovunque uniformi le tradizioni istituite dagli uomini, cioè i riti o le cerimonie. […]

IX Il battesimo
[…] insegnano che è necessario alla salvezza e che, mediante il battesimo, viene offerta la grazia di Dio, e che i fanciulli devono essere battezzati perché, offerti a Dio con il battesimo, essi sono accolti nella grazia di Dio. […]

X La Cena del Signore
Quanto alla Cena del Signore, insegnano che il corpo e il sangue di Cristo sono veramente presenti e sono distribuiti a coloro che si nutrono nella Cena del Signore […] .

XIII Funzione dei sacramenti
[…] i sacramenti sono stati istituiti, non tanto perché siano un contrassegno distintivo della nostra professione (di fede) tra gli uomini, ma piuttosto perché siano segni e testimonianze della volontà di Dio nei nostri confronti, proposti a noi per suscitare e rafforzare la fede in coloro che se ne avvalgono. […].

XVI La vita nella società civile
[…] le istituzioni civili legittime sono buone opere di Dio […] ai cristiani è lecito ricoprire cariche pubbliche, esercitare la funzione di giudice, pronunziare sentenze in base alle leggi imperiali e alle altre norme vigenti, stabilire le pene in conformità alle leggi, far guerra per giusti motivi, militare negli eserciti, stipulare contratti secondo le leggi, avere delle proprietà, prestare giuramento su richiesta dei magistrati, ammogliarsi o prendere marito. […] Pertanto i cristiani devono necessariamente obbedire ai loro magistrati e alle leggi, fatta eccezione quando comandino di commettere peccato, perché in questo caso si deve “obbedire a Dio anziché agli uomini”, Atti 5.

XVIII Il libero arbitrio
[…] la volontà umana ha una certa quel libertà nell’attuare la giustizia civile e nello scegliere le cose che dipendono dalla ragione. Ma non ha il potere, senza lo Spirito Santo, di attuare la giustizia di Dio o giustizia spirituale, poiché l’uomo naturale non può percepire le realtà proprie dello Spirito di Dio; è questo invece che si verifica nei cuori quando, mediante la Parola, lo Spirito Santo
Chiesa Valdese La confessione di fede

SIMBOLO NICENO-COSTANTINOPOLITANO
(Forma originale; traduzione dal greco del Prof. Fulvio Ferrario)

Crediamo in un solo Dio,
Padre onnipotente,
Creatore del cielo e della terra,
di tutte le cose visibili e invisibili;

e in un solo Signore, Gesù Cristo,
unigenito Figlio di Dio,
generato dal Padre prima di tutti i secoli;
Luce da Luce, Dio vero da Dio vero;
generato, non creato, della stessa sostanza del Padre;
per mezzo di lui sono state fatte tutte le cose;

per noi esseri umani e per la nostra salvezza discese dai cieli
e si è incarnato per opera dello Spirito Santo (nel seno) della Vergine Maria
e si è fatto essere umano;

fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato,
patì e fu sepolto

e il terzo giorno risuscitò, secondo le Scritture; salì al cielo
e siede alla destra del Padre, e di nuovo verrà nella gloria,
a giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine;

e nello Spirito Santo, che è il Signore e dà la vita; e procede dal Padre;
e con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti;
nella chiesa, una, santa, cattolica* e apostolica;
professiamo un solo Battesimo per il perdono dei peccati;
e aspettiamo la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà.
Amen.

* Nel senso di “universale”.

Costantino e padri conciliari al Concilio di Nicea del 325 (Icona russa)
Costantino e padri conciliari al Concilio di Nicea del 325 (Icona russa)



CREDO APOSTOLICO

Credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra;
e in Gesù Cristo, suo Figlio unigenito, Signore nostro,
il quale fu concepito di Spirito Santo,
nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato,
fu crocifisso, morì e fu sepolto.
Discese nel soggiorno dei morti,
il terzo giorno risuscitò;
salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente.
Di là verrà a giudicare i vivi e i morti.
Credo nello Spirito Santo,
la santa Chiesa universale, la comunione dei santi,
la remissione dei peccati, la risurrezione dei corpi e la vita eterna.
Amen.

Caravaggio: La chiamata degli Apostoli Pietro e Andrea
Caravaggio: La chiamata degli Apostoli Pietro e Andrea

RINNOVAMENTO DEL PATTO

(Dalla liturgia metodista per il culto di rinnovamento del patto)

Signore, non appartengo più a me stesso ma a te.

Impegnami in ciò che vuoi, mettimi a fianco di chi vuoi; che io sia sempre tuo testimone, sia nella pienezza delle forze, sia quando le forze vengono meno, sia che io mi trovi nella gioia, sia che io mi trovi nel dolore.

Sia fatta la tua volontà, quando sarò valorizzato o messo in disparte, quando sentirò la pienezza e quando mi sentirò svuotato; che abbia tutto o che non abbia nulla.

Liberamente e di pieno cuore mi sottopongo alla tua volontà e metto ogni cosa al tuo servizio.

Dio glorioso e Benedetto, Padre, Figlio e Spirito Santo, tu sei mio e io sono tuo. Così sia.

E che questo Patto ora stabilito sulla terra possa essere ratificato nei cieli.

Amen!
John Wesley, pastore Metodista
Credo  delle Chiese Pentecostali

Il credo
La FCP riconosce come unica regola di fede le Scritture bibliche (Antico e Nuovo Testamento); riconosce altresì fondamentale una convergenza di posizioni ecclesiologiche relativa alla natura missionaria della chiesa, al sacerdozio universale dei credenti, alla molteplicità dei doni e dei ministeri, alla chiesa locale intesa come elemento ecclesiologico di base. Nello specifico le chiese associate alla FCP condividono la seguente base dottrinale fermo restando le confessioni di fede proprie di ciascuna:

Ispirazione dell’intera Bibbia quale Parola di Dio
Unità e trinità di Dio
Nascita verginale, vita senza peccato, morte espiatoria, resurrezione trionfale, ascensione e intercessione costante, seconda venuta del nostro Signore Gesù Cristo
Giustificazione per fede ed opera rigeneratrice dello Spirito Santo
Azione dello Spirito santo nel credente mediante:
il battesimo nello Spirito santo
la guarigione divina ottenuta per fede
la liberazione
l’esercizio dei carismi
Conferimento dei ministeri quali strumenti di servizio per la guida e l’edificazione della Chiesa
Pratica del battesimo in acqua per immersione nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito santo
Celebrazione della cena del Signore sotto le due specie del pane e del vino
Giudizio finale
Chiesa Cristiana Evangelica Biblica 

Il nostro credo
Il  credo, fondato sulle Sacre Scritture, la Parola di Dio

Alcune precisazioni per chi si pone alla lettura di questa Confessione di Fede:

Siamo ben coscienti dei limiti che ci caratterizzano, anche nel nostro proposito di fare una ‘sintesi’ delle dottrine bibliche che riteniamo fondamentali e fondanti la comunione fraterna.
Questa sintesi è stata pensata e scritta sia per ognuno di noi all’interno delle nostre Chiese locali, nelle quali Dio ci ha voluto porre, e sia per altri fratelli e Chiese, componenti del popolo di Dio, con cui avremo l’opportunità di confrontarci.
Solo le Sacre Scritture, nella loro totalità, possono rappresentare adeguatamente il pensiero di Dio per l’uomo; pertanto, la Bibbia rimane il metro di misura ultimo ed assolutamente autorevole.
Ci proponiamo di edificare e non certo di distruggere; ci proponiamo di favorire la vera comunione cristiana, rifiutando ogni forma di esclusivismo umano, ogni forma di settarismo; ma rifiutiamo anche ogni tipo di comunione ipocrita, superficiale e lontana da quella che Dio ha donato al Suo popolo per mezzo della Grazia in Gesù Cristo (Giovanni 17).
Preghiamo Dio, per amore del Suo Santo Nome, di fare in modo che questo testo risulti utile per la Sua gloria e per l’edificazione del Corpo di Cristo, a partire dalle nostre vite, dal nostro contesto e dal progetto di comunione interecclesiale che ci siamo proposti davanti a Lui!
Preghiamo Dio perché doni al Suo popolo una nuova aurora, favorendolo nel riscoprire il fervore del primo amore per Lui, il desiderio profondo di conoscerLo attraverso la Sacra Bibbia, fondando il confronto e la vera comunione fraterna sull’opera della Grazia compiuta dallo Spirito Santo negli uomini perduti.
Auspichiamo che questa santa comunione fraterna sia fondata sulla base del contenuto e dell’autorità ultima della Bibbia, la Parola di Dio, davanti alla quale ogni persona ed ogni Chiesa che dichiari di appartenerGli è chiamata a rimettersi costantemente in discussione, perché siano sempre Dio, il Suo pensiero e la Sua volontà a condurci!




Qui di seguito sono elencate le principali dottrine che noi consideriamo fondamentali per esprimere chiaramente oggi la nostra fede e la nostra comunione, senza per nulla voler escludere o sminuire i molti altri insegnamenti contenuti nella Bibbia. È nostro desiderio essere molto chiari riguardo alle nostre convinzioni dottrinali, in quanto crediamo che una vera e concreta comunione fra gli eletti di Dio si possa fondare solo sulla Verità e sull’autorità della Sua Rivelazione.



Sulla base insindacabile della Sacra Bibbia, la Parola di Dio, che riteniamo unica ed assoluta autorità in materia di fede e di condotta, noi crediamo:



         Crediamo: che Dio Si è rivelato all’uomo in modo speciale nella Sacra Scrittura. Essa è la Sua Parola, divinamente ispirata, interamente attendibile ed inerrante nell’originale e suprema autorità in ogni materia di fede e di condotta (Esodo 24:4-12; Isaia 8:20; Giovanni 17:17; II Timoteo 3:16-17; II Pietro 1:21)

         Crediamo: che vi è un solo Dio: Padre, Figlio e Spirito Santo.

Crediamo alla Sua sovranità nella Rivelazione, nella Creazione, nella Provvidenza, nella Redenzione e nel Giudizio. Lo crediamo Infinito, Eterno, Onnipotente e degno di ricevere ubbidienza, lode e adorazione (Genesi 1:1-2; Deuteronomio 6:4; I Corinzi 8:5-6; Efesini 4:4-6; Apocalisse 4:11).

         Crediamo: che l’uomo, creato ad immagine di Dio, ha disubbidito e perso i suoi privilegi. Tutto l’umanità ora dimora sotto il dominio del Diavolo, Satana, nella rivolta, nella totale corruzione, incapace di contribuire in qualsiasi modo alla propria salvezza e soggetta alla giusta condanna di Dio (Genesi 1:27; Romani 3:9-23; Efesini 2:3; Giovanni 3:4; Apocalisse 20:15).

         Crediamo: che Gesù Cristo, la Parola fatta carne, nato da una vergine, è Figlio di Dio, vero Dio e vero Uomo, però senza peccato. Unicamente per mezzo della Sua morte espiatoria e sostitutiva si è redenti dalla colpa, dalla condanna e dalla corruzione del peccato. Crediamo che Egli è risorto corporalmente dai morti, è asceso al cielo dove è seduto alla destra di Dio quale unico Mediatore fra Dio e gli uomini (Matteo 20:28; Luca 1:33; 19:10; Giovanni 1; I Corinzi 15; Galati 3:13; Colossesi 3:4; I Timoteo 2:5-6; Ebrei 1:2-6; 9:12; 10:10; I Pietro 3:18-22).

         Crediamo: che lo Spirito Santo applica al cuore dell’uomo la Verità della Scrittura. La Sua presenza nella vita degli eletti è il segno distintivo della loro appartenenza a Cristo. Egli produce la vita cristiana nel suo principio e nei suoi effetti, rendendo capace l’uomo di perseverarvi sino alla fine (Ezechiele 37:14; Romani 5:5; 8:9-16; I Corinzi 3:16; 12:3; II Corinzi 1:21-22; Galati 4:6; 5:22; Efesini 1:13-14).

         Crediamo: che la Giustificazione operata dalla Grazia di Dio in Gesù Cristo è ricevuta unicamente per la fede. L’uomo deve pentirsi e ricevere la remissione dei peccati mediante l’opera di Cristo. L’unione con Lui produce la Giustificazione, la Rigenerazione e la Santificazione, senza le quali nessuno vedrà il Signore (Salmo 51; Luca 13:3; Giovanni 3:3; Romani 5:1-9; Efesini 2:8; Giacomo 2:14-26; I Giovanni 3:9).

         Crediamo: che ogni vero credente appartiene alla Chiesa universale, Sposa e Corpo di Cristo. La sua espressione locale è costituita dall’Assemblea dei credenti il cui solo Capo è Cristo e la cui autorità e costituita esclusivamente dalla Sacra Scrittura. La sua missione è quella di glorificare Dio attraverso la lode, l’evangelizzazione ed il servizio (Esodo 6:6-8; Deuteronomio 7:6-8; Matteo 16:16-18; 28:18-20; Atti 2:38-41; Romani 12:5; Galati 3:7,29; 6:16; I Pietro 2:9-10).

         Crediamo: che lo Spirito Santo accorda ai membri della Chiesa locale dei doni da esercitare per l’utile comune, alla gloria di Dio. Dio stabilisce, per alcuni doni, i ministeri di Anziani e Diaconi che la Chiesa è chiamata a riconoscere (Atti 13; Romani 12:4-21; I Corinzi 12; Efesini 4:1-16; Filippesi 1:1; I Timoteo 3:2-8; I Pietro 4:10).

         Crediamo: che il Battesimo e la Cena del Signore sono segni che esprimono l’opera dello Spirito Santo. La presenza della Grazia ne è la causa e il rito ne è l’effetto; essi non hanno dunque che un valore derivato. Il Battesimo, per immersione, è un atto di testimonianza, di fede, d’impegno e di ubbidienza. La Cena del Signore si fonda sulla comunione ed esprime il ricordo, l’ubbidienza e la speranza di coloro che sono stati salvati e lo confessano (Atti 8:38; 9:18; Romani 6:1-6; I Corinzi 10:16-17; 11:26-29; Colossesi 2:12; I Pietro 3:18-21).

         Crediamo: che il Signore Gesù Cristo ritornerà dal cielo nel momento che Dio solo conosce. I morti risusciteranno e i credenti, ancora in vita, saranno trasformati. Dio giudicherà il mondo con giustizia per mezzo di Gesù Cristo; i credenti gioiranno della felicità eterna e i peccatori andranno alla punizione eterna (Matteo 24:42-44; 25:31-32; Atti 17:31; I Tessalonicesi 4:13-18; II Tessalonicesi 1:9; II Pietro 3:10-13).
Chiesa Evangelica Riformata
Il Credo apostolico

“Io Credo in Dio Padre, Onnipotente, Creatore del cielo e della terra, e in Gesù Cristo, Suo Figlio Unigenito, Signore nostro, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto. Discese nel soggiorno dei morti, il terzo giorno risuscitò, salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre Onnipotente. Di là ha da venire per giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa Universale, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione dei corpi e la vita eterna. AMEN”

Credere è un problema. È sempre stato così, ma oggi lo è ancora di più. Da un lato vi sono i fanatici che hanno la presunzione di possedere la verità, dall’altro coloro che con altrettanta presunzione rifiutano ogni credo. In mezzo, tante altre posizioni diverse. Alla fine ci si domanda: “È possibile affermare oggi in modo chiaro e inequivocabile la fede cristiana?”

“Liberi di credere: il credo apostolico” è la risposta del Prof. Pietro Bolognesi al bisogno di chiarezza su un argomento tanto dibattuto. Mediante uno studio dettagliato del Credo Apostolico e continui riferimenti alla Bibbia, la Parola di Dio, l’Autore offre una visione limpida e precisa della fede cristiana, cogliendone tutti gli aspetti pratici che la caratterizzano in modo così meraviglioso.

“La vita di una persona è il suo credo. Non esiste alcuna possibilità di sottrarsi a un qualche credo. Ma se il credere è centrale, diventa importante quel che si crede”

Cosa crede la Chiesa che frequento io
Chiesa Cristiana Luce sul Santerno di Imola 


Confessione di fede in sintesi
[Confessione di fede battista1689]
I punti di fede che seguono sono considerati importanti per una reale comunione tra i credenti. Essi si devono esprimere in amore del prossimo, in servizio pratico ed in proclamazione dell’Evangelo
1. Crediamo che Dio si è rivelato all’uomo specialmente nella Scrittura. Essa è la sua Parola, divinamente ispirata, interamente attendibile nell’originale e suprema autorità in ogni materia di fede e di condotta. (Es 24,4-12; Is 8,20; Gv 17,17; 1Ts 2,13; 2Tm 3,16-17; 2Pt 1,21).
2. Crediamo che c’è un solo Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo. Crediamo la sua sovranità nella rivelazione, nella creazione, nella provvidenza, nella redenzione e nel giudizio. Lo crediamo infinito, eterno, onnipotente e degno di ricevere ubbidienza, lode e adorazione. (Gn 1,1-2; Dt 6,4; 1Cor 8,5-6; Ef 4,4-6; Ap 4,11)
3. Crediamo che l’uomo creato ad immagine di Dio ha disubbidito perdendo i suoi privilegi. Tutta l’umanità ora dimora sotto il dominio del Diavolo, Satana, nella rivolta, nella totale corruzione, incapace di contribuire alla propria salvezza e soggetta alla giusta condanna di Dio. (Gn 1,27; Rm 3,9-23; Ef 2,3; 1Gv 3,4; Ap 20,15)
4. Crediamo che Gesù Cristo, è la Parola fatta carne, nato da una vergine, è Figlio di Dio, vero Dio e vero uomo. Unicamente per mezzo della sua morte espiatoria e sostitutiva si è redenti dalla colpa, dalla condanna e dalla corruzione del peccato. Crediamo che è risorto corporalmente dai morti e asceso al cielo, ed è seduto alla destra di Dio quale unico mediatore tra Dio e gli uomini. (Mt 20,28; Lc 1,33; 19,10; Gv 1; 1Cor 15; Gal 3,13; Col 3,4; 1Tm 2,5-6; Eb 1,1-6; 9,12; 10,10; 1Pt 3,18-22)
5. Crediamo che lo Spirito Santo applica al cuore dell’uomo la verità della Scrittura. La sua presenza nella vita degli eletti è il segno distintivo dell’appartenenza a Cristo. Egli produce la vita cristiana nel suo principio e nei suoi effetti rendendo capace l’uomo di perseverarvi fino alla fine. (Ez 37,14; Rm 5,5; 8,9-16; 1Cor 3,16; 12,3; 2Cor 1,21-22; Gal 4,6; 5,22; Ef 1,13-14)
6. Crediamo che la giustificazione operata dalla grazia di Dio in Gesù Cristo, è ricevuta unicamente per la fede. L’uomo deve pentirsi e ricevere la remissione dei peccati mediante l’opera di Cristo. L’unione a Lui produce la giustificazione, la rigenerazione e la santificazione senza le quali nessuno vedrà il Signore. (Sal 51; Lc 13,13; Gv 3,3; Rm 5,1-9; Ef 2,8; Giac 2,14-26; 1Gv 3,9)
7. Crediamo che ogni vero credente appartiene alla chiesa universale, sposa e corpo di Cristo. La sua espressione locale è costituita dall’assemblea dei credenti il cui solo capo è Cristo e la sua autorità è costituita esclusivamente dalla Sacra Scrittura. La sua missione è quella di glorificare Dio attraverso la lode ed il servizio. (Es 6,6-8; Dt 7,6-8; Mt 16,18; 28,18-20; At 2,38-41; Rm 12,5; Gal 3,7,29; 6,16; 1Pt 2,9-10)
8. Crediamo che lo Spirito Santo accorda ai membri della chiesa locale dei doni da esercitare per l’utile comune alla gloria di Dio. Dio stabilisce per alcuni doni i ministeri di anziani e di diaconi che la chiesa è chiamata a riconoscere. (At 13; Rm 12,4-21; 1Cor 12; Ef 4,1-16; Fil 1,1; 1Tm 3,2-8; 1Pt 4,10)
9. Crediamo che il battesimo e la cena sono segni che esprimono l’opera dello Spirito Santo. La presenza della grazia è la causa, ed il rito ne è l’effetto; essi non hanno dunque che un valore derivato. Il battesimo per immersione è un atto di testimonianza, di fede, d’impegno e di ubbidienza. La cena del Signore si fonda sulla comunione ed esprime il ricordo, l’ubbidienza e la speranza di coloro che sono stati salvati e lo confessano. (At 8,38; 9,19; Rm 6,1-6; 1Cor 10,16-17; 11,26-29; Col 2,12; 1Pt 3,18-21)
10. Crediamo che il Signore Gesù ritornerà dal cielo nel momento che solo Dio conosce. I morti risusciteranno ed i credenti ancora in vita saranno trasformati. Dio giudicherà il mondo con giustizia per mezzo di Gesù Cristo; i credenti gioiranno della felicità eterna e i peccatori andranno a perdizione eterna. (Mt 24; 25; At 17,21; 1Ts 4,13-18; 2Ts 1,9; 2Pt 3,10-13)

Fraterni saluti in Cristo Gesù 
Barnabè Roberto 








         

domenica 8 maggio 2022

Chiese nate dalla Riforma Protestante e culto Madonna delle Grazie a Faenza


Chiese nate dalla Riforma Protestante e curl 6to Madonna delle Grazie a Faenza
Il culto della Madonna delle Grazie a Faenza a Faenza sono oltre seicento anni che viene celebrato e in città la prima settimana di maggio coinvolge non solo la chiesa cattolica ma anche le autorità locali essendo la patrona di Faenza oltre che promuove diverse  attività culturali e folcloristiche per cui come credente evangelico faentino trovo giusto descrivere la sua storia e la sua realtà confrontata con quello che gli evangelici in base alle Sacre Scritture condensate nei 5 SOLA della Riforma Protestante (Sola:Scrittura, Grazia, Fede, Cristo e Gloria a Dio) affermano sul culto mariano a cinquecento anni della presenza a Faenza del primo testimone  della riscoperta della basi della chiesa voluta da Cristo Gesù: Fanino Fanini.
Barnabè Roberto



"Riforma Protestante in Romagna nei secoli: NEO FANINI RELENCINI. COM"


"www.NEO FANINI RELENCINI .com"

Riforma Protestante in Romagna nei secoli: Conferenza su Fanino Fanini a Faenza (dove)

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Culto Madonna delle Grazie a Faenza 
"— Pinacoteca Comunale di Faenza"

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"3.04_Beata Vergine delle Grazie di Faenza – Storia e Memoria Bassa Romagna"

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"Beata Vergine delle Grazie di Faenza: le celebrazioni per la patrona"

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"Madonna delle Grazie – Diocesi di Faenza-Modigliana"

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"La Beata Vergine delle Grazie nella storia"

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"Santo patrono / Curiosità / Città / Home - Sito Ufficiale del Comune di Faenza"

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"Faenza, festa della Beata Vergine delle Grazie: il programma"

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"La storia del voto alla Beata Vergine delle Grazie - ilPiccolo"

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"Quando la peste si fermò alle porte di Faenza"

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"Beata Vergine delle Grazie (in San Domenico) | GuidaSantuari"

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Sul 
culto della Madonna delle Grazie di Faenza 
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"Santo patrono di Faenza"

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"Faenza - Wikipedia"


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Luisa Donati Renzi
La beata Vergine delle Grazie di Faenza
336 pagine
Lingua
Italiano
Editore
Tipografia Faentina Editrice
Data di pubblicazione
1 aprile 2012

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"Faenza celebra la Madonna delle Grazie. In Duomo svelato il drappo del palio | VIDEO - Ravenna Web Tv"

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"Madonna delle Grazie – Diocesi di Faenza-Modigliana"

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"3.04_Beata Vergine delle Grazie di Faenza – Storia e Memoria Bassa Romagna"

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"Il Sacro Fuoco di Faenza — Pinacoteca Comunale di Faenza"

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Mia Riflessione su Facebook :
Faenza 7 maggio 2012
Questa settimana a Faenza arriva a compimento dopo diversi mesi la celebrazione dei 6 secoli dei culto e della protezione cittadina della "Beata Vergine delle Grazie"con tantissime mostre,pubblicazioni,articoli,conferenze ed attività varie che hanno coinvolto non solo la curia ma molte istituzioni locali. Vorrei preghiere affinchè lo Spirito Santo mi guidi a preparare una riflessione o altro scritto da rendere pubblico che smonti questa menzogna per dare solo a Dio la gloria che non può appartenere a una creatura o a qualcosa fatto da mani d'uomo. Aspetto contributi di altre "Voci nel deserto"controccorrente che testimoniano "Cristo"a Faenza e non solo.Fanino Fanini ci ha dato il testimone "Afferriamolo".Amen ?
Barnabè Roberto
Evangelico Faentino


Evangelici e Culto di Maria 
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"La figura di Maria per i cristiani evangelici"

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"Perché gli evangelici non pregano Maria? – Notizie Cristiane"

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"Il culto della Vergine Maria - I Forum di Evangelici.net"

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"Quale atteggiamento deve avere il credente nei confronti della figura di Maria, la madre di Gesù? - Chiesa ADI Parma"

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"Posizioni teologiche Protestanti su Maria - Wikipedia"

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"Che pensare del culto a Maria e ai santi?"

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RISPOSTA ALLA DOMANDA: “Come mai voi Evangelici non tributate nessuna forma di culto a Maria, ai santi che sono in cielo, e agli angeli?”

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"Differenze tra credo evangelico e cattolico"

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"MARIA - benedetta tra le donne | Chiesa Evangelica Internazionale - Roma"


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"Santa Maria madre di Dio - Il portale delle chiese Evangeliche Battiste Italiane"



----"Maria. Una guida evangelica (9788832990034): Leonardo De Chirico:
 www.clcitaly.com"

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"Gli Evangelici E Maria - Ricca Paolo; Tourn Giorgio | Libro Claudiana 01/2005 - HOEPLI.it"

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"Riforma Protestante in Romagna nei secoli: Appunti tesi Riforma Protestante Romagna XVI secolo...."


Barnabè Roberto e Riforma Protestante :

"I Forum di Evangelici.net 


MIO Post sulla Riforma Protestante (Barnabè Roberto Nikname   robertofaentino) 
I Forum di Evangelici.net


Vita di chiesa e cammino cristiano >> Vita cristiana >> RISPONDETE AL SONDAGGIO SULL RIFORMA PROTESTANTE !
(Messaggio iniziato da: robertofaentino il 21.08.2002 alle ore 19:03:46)
Titolo: RISPONDETE AL SONDAGGIO SULL RIFORMA PROTESTANTE !
Post di robertofaentino il 21.08.2002 alle ore 19:03:46
conoscete i vostri padri in fede italiani e la loro esemplare testimonianza?ne dubito ,vi prego dimostratemi il contrario
cari fratelli e sorelle
siccome per molti il mondo evangelico è qualcosa di estraneo alla cultura e mentalità nostrana vorrei contrastare tutto ciò affermando che proprio la testimonianza missionaria secondo parametri codificati alla propria cultura ha facilitato questo
ma se uno esamina la storia della riforma può avere delle sorprese, così avendo fatto per il corso superiore di cultura biblica(Torino-Giancarlo Farina) la tesi sulla attuale ROMAGNA evangelica sulla  riforma romagnola del sedicesimo
secolo(visitate il sito negli url di sopra)
ho scoperto che l in ITALIA non mancano testimonianze quasi sconosciute di riformatori come nella mia città FAENZA
in cui vi erano allora più credenti di ora  .cosa conoscete della riforma della vostra zona e se ci sono città senza attuali testimonianze vicino a voi?nonostante strade a loro dedicate FAENZA e LUGO non conoscono nè FANINO FANINI(di Faenza martire della fede che condivideva con centinaia di credenti dove ora la chiesa è in agonia) nè RELENCINI(a Lugo sua città non vi sono credenti e solo gli alternativi anticlericali lo ricordano il 1 novembre davanti alla lapide del suo martirio fino allo scorso anno cui ho portato diversi credenti romagnoli a testimoniare la sua fede a questi atei e alla sua città in questo giorno)                         
testimoniamo quindi la fede dei nostri padri e non modelli importati dall'estero affinchè possa portare un concreto risveglio
alle nostre genti ,perchè come ho dimostrato nella mia ricerca se in Romagna togliamo gli stranieri e i meridionali gli indigeni
credenti sono pochissimi.
la messe è immensa quindi  non solo preghiamo ma partiamo a seminare la pura buona novella a partire dalle nostre popolazioni non per razzismo ma perchè molti
stanno morendo (ad esempio a FORLì nella mia chiesa i romagnoli si contano con le 2 mani).
aiutatemi a conoscere la chiesa fedele di CRISTO in ITALIA e le sue antiche radici vi lascio a questo riguardo per comunicazioni  personali e particolari la mia email
fraterni saluti da
ROBERTO
Titolo: Re: FEDE SALE e LUCE per noi nella RIFORMA ITALIAN
Post di Nicodemo_Asset il 23.08.2002 alle ore 17:24:57
Ti confermo che l'influsso straniero é fondamentale per lo sviluppo in Italia della Chiesa, nel mio caso é stato proprio grazie a degli africani che ho conosciuto personalmente il Signore. E i contributi di amici meridionali già inseriti in chiese veronesi sono stati e sono determinanti per la mia crescita.
Mi risulta infatti che il sud abbia un buon numero di chiese con un buon numero di persone e fortemente motivate. Penso che le chiese indigene siano ovviamente solo contente di questa nuova composizione delle loro congregazioni anzi riconoscenti, e che se fosse stato solo per la tradizione evangelica italiana del "profondo nord" forse saremmo un pò in estinzione. Quindi, gloria a Dio per ogni contributo, senza il quale ripeto più di qualcuno "dormirebbe" ancora beato.
Non so nulla della tradizione evangelica italiana e veronese o veneta in particolare ed é per quello che non ho risposto al sondaggio, non sapendo dove mettere il puntino. :(
Ma mi piacerebbe molto, e infatti seguirò  questo argomento del forum, sia per mia cultura personale e anche perché credo fermamente che un risveglio in Italia é possibile e dovranno essere le comunità locali a scatenarlo, ;) ;) ;)
Titolo: Re: FEDE SALE e LUCE per noi nella RIFORMA ITALIAN
Post di robertofaentino il 23.08.2002 alle ore 17:56:22
caro fratello
finalmente qualcuno che ha risposto
a questo topic sulla necessità delle chiese
di raggiugere i perduti delle città più fredde
verso cristo e conoscere la testimonianza dei nostri
padri della riforma è utile come incoraggiamento
per quanto riguardo verona mi informerò.per aiutare
questo topic ne ho creato uno sulla conversione e
testimonianza che ci aiuta a comprendere il
nostro rapporto con il signore in base a ciò che
manifestiamo facendoci un esame di coscienza
con un altro sondaggio.
in attesa di tue nuove fraterni saluti in cristo
da Robertofaentino
Titolo: conoscete i padri della riforma in Italia?
Post di robertofaentino il 21.09.2002 alle ore 11:40:00
fratelli
e sorelle possibile che non interessi a nessuno conoscere
le testimonianze cristiane dei nostri padri in italia?
vi prego rispondete almeno alle domande del sondaggio
grazie e fraterni saluti da
Roberto faentino
in Cristo
Code:
Titolo: FLAMINIO FANINI RELENCINI li conoscete ?
Post di robertofaentino il 10.10.2002 alle ore 23:04:36
ANDREA RELENCINI
chi era?
perchè il primo novembre gli anticlericali
gli rendono onore a Lugo?
vediamoci a Lugo di Romagna a metà pomeriggio quel giorno
per testimoniare agli increduli la stessa fede di questo benemerito martire della riforma impiccato ed arso per la sua fede nella rocca di Lugo.
o vogliamo lasciare in questa città senza presenza evangelica unicamente  agli anarchici rendere onore a questo nostro fratello senza che venga conosciuto il vero evangelo di grazia e libertà in Cristo Gesù
chi vuole unirsi a me quel giorno troverà notizie(o mi scriva) - 
chi andrà al convegno di PASSAGGIO o di OM ;DIO piacendo
mi troverà lì
in attesa fraterni saluti in CRISTO
da Roberto Faentino in Cristo
Code:
Titolo: Re: evangelici conoscete la RIFORMA PROTESTANTE ?
Post di sorella il 19.11.2002 alle ore 07:52:58
Caro fratello hai perfettamente ragione, credo che la maggior parte di noi non sappia quasi nulla della storia della riforma e degli uomini che per primi hanno portato la parola di Dio, io per esempio non so asolutamente nulla per quanto riguarda la mia regione , la sicilia e la mia città catania, però mi piacerebbe molto conoscere la storia della nascita e dello sviluppo delle comunità evangeliche qui, forse tu puoi suggerirmi qualcosa da leggere in proposito?.
                             Pace
                      sorella
Titolo: Re: evangelici conoscete la RIFORMA PROTESTANTE ?
Post di robertofaentino in CRISTO il 20.11.2002 alle ore 13:46:04
caro fratello-sorella
ti consiglio il catalogo della editrice Claudiana di Torino
e il libro di Caponetto sulla riforma protestante nell'Italia del sedicesimo secolo e vi sono altri libri però bisogna divenire
dei topi di biblioteca non solo locale perchè io per la tesi ho trovato molto di più a Lucca che in tutta la Romagna.
ciao da
Roberto faentino in Cristo
Titolo: Re: evangelici conoscete la RIFORMA PROTESTANTE ?
Post di crystal il 21.11.2002 alle ore 13:23:14
Se può interessarti io ho scritto una tesina sugli evangelici in Italia. C'era un libro voluminoso di 800 pagine sui cd "movimenti ereticali". Qualche precursore da te citato lo conosco, altri no. Non so cosa nei pensi dei fratelli Socini. All più presto (tempo di tornare) ti mando il titolo del testo, magari lo hai già usato, o hai già finito la tesi, ma tentare non nuoce.
Titolo: evangelici conoscete la RIFORMA PROTESTANTE ?
Post di robertofaentino in CRISTO il 24.11.2002 alle ore 19:34:30
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MIO Link presente in
"FAENZANET"

:


Barnabè Roberto Riforma Protestante in Facebook :
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Evangelico Faentino 

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Non solo Fanino Fanini

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Riforma Protestante ieri, oggi è..

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Nuovi Fanino Fanini Andrea Relencini

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Riforma Protestante in Romagna nei secoli: Chiese nate dalla Riforma Protestante e culto Madonna delle Grazie a Faenza

mercoledì 10 novembre 2021

Conferenza su Fanino Fanini a Faenza (dove)

Conferenza su Fanino Fanini a Faenza (dove) 


Auditorium Palazzo Studi di Faenza 
Dov'è - - - - - >

Sarò in servizio a questa conferenza per apertura, chiusura e sorveglianza. 

Articolo sul Corriere di Romagna edizione di Faenza - Giovedì 18 Novembre 2021 

Vi aspetto con questo tesserino - - >

A presto carissimi vi aspetto, in attesa fraterni saluti in Cristo Gesù da Barnabè Roberto

Post scrttum
Auditorium Palazzo Studi di Faenza - Oltre 60 persone presenti. Alleluja finalmente Faenza si è accorto di Lui. 
BARNABÈ ROBERTO 



lunedì 8 novembre 2021

IL POTERE COME INTERCESSIONE:I TENTATIVI DI TRE DONNE NEL PROCESSO  PER ERESIA A FANINO FANINI ( Biografia)


IL POTERE COME INTERCESSIONE

:  "-I TENTATIVI DI TRE DONNE 

    NEL PROCESSO  PER ERESIA

            A FANINO FANINI - 
              ( Biografia) 


Quaderns de Filologia. Estudis literaris. Vol. XVII (2012) 173-192

GIUNIA TOTARO 

LASLAR, Universite de Caen Basse-Normandie

INTRODUZIONE
Fra le prime manifestazioni dell 'Inquisizione romana, la condanna di Fanino Fanini merita una menzione particolare, e cio non solo per la piega che presero gli eventi, influenzati dal singolare carisma dell'eretico, ma in primo luogo per la cesura storica segnata dalla sua morte, per i personaggi coinvolti e per la natura delle trattative che precedettero l'esecuzione.
La vicenda di Fanini, svoltasi tra it     1549 e it     1550, vede protagoniste le donne nel tentative di guadagnare la grazia at condannato. L'impegno femminile in questo caso si configura come attivita di mediazione e si oppone al potere maschile, rappresentato dal duca Ercole II d'Este, dai papi Paolo III e Giulio III, dall'inquisitore di Ferrara, Girolamo Papino, e dal cardinale Gian Pietro Carafa, membro influente del ramo oltranzista del collegio inquisitoriale. La particolarita del caso che qui si riassume deriva inoltre dal range sociale, culturale e politico delle figure femminili coinvolte, poiche di Fanini s'interessarono una nobildonna, una principessa reale ed una delle piu grandi figure di donne letterate del Cinquecento: Lavinia della Rovere (1521-1601'), Renata di Francia (1510-15752) ed Olimpia Morata (1526/7-15553).
I fatti relativi alla condanna per eresia di Fanini sono appena documentati dalle fonti contemporanee perche se ne possa avere un'idea globale, e conviene
' Su Lavinia della Rovere v. la voce corrispondente nel Dizionario Biografrco degli Italian (d'ora in poi DB1), con alcuni evidenti errori, tra cui la morte della Morata situata nel 1551 anziche nel 1555 (Frettoni 1989).
2 Su Renata di Francia si vedano Fontana (1889-1899), Rodocanachi (1896), Blaisdell (1969); e recentemente la tesi di dottorato di Odette Turias (2004).
'Per l'anno di nascita, solitamente fissato al 1526 dalla letteratura secondaria, si veda Parker (2003: 3, 56-57). V. infra per una bibliografia essenziale.

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174    GIUNIA  TOTARO
ribadire come diversi aspetti sfuggano tuttora a piena e corretta comprensione, a causa innanzitutto della scomparsa dei documenti originali.     Com'e noto, una gran parte degli archivi inquisitoriali italiani e stata sottoposta a distruzione o a diaspora4; a questa importante lacuna si aggiunge la perdita delle carte di Olimpia Morata. Il carteggio della poetessa ando probabilmente disperso in vane biblioteche d'Europa dopo la pubblicazione postuma procuratane, in un'edizione filologicamente assai sospetta, da Celio Secondo Curione; gli autografi sono oggi introvabili5. Le sue opere poetiche bruciarono durante l'assedio di Schweinfurt' e furono ricostruite a memoria dall 'autrice quando ormai era malata e prossima alla morte; la loro redazione primigenia a dunque perduta, e se e vero the tale perdita non riguarda le ricerche circa it caso Fanini, essa inficia pero la nostra comprensione del pensiero della Morata7, gia piuttosto complicata dalle biografie romanzate fiorite a partire dall'Ottocento8.
Le stesse considerazioni, mutatis mutandis, valgono per Renata di Francia. I due studi ottocenteschi sulla duchessa (Fontana, 1889-99; Rodocanachi, 1896), entrambi fondamentali per lo studio del personaggio storico, sono pesantemente influenzati dall'ideologia. La biblioteca della duchessa e la sua corrispondenza privata andarono parimenti distrutte, come conseguenza indiretta della sua carcerazione e del processo per eresia istruito ai suoi danni. Quando nel settembre del 1554 Ercole II d'Este fa prelevare la moglie per rinchiuderla nelle stanze del Cavallo del Castello', egli fa anche sequestrare le carte private della duchessa insieme ad alcune casse piene di libri ereticali; del materiale si perderanno le tracce per quasi mezzo secolo. Alla devoluzione di
4 Fra le tante fonti v. per es. Tedeschi (2003: 69) e, per 1'Inquisizione ferrarese, Dell'Olio (2000: 216).
Nel dare alle stampe il carteggio della Morata (Morata 1558 e segg.), Curione vi appose una cronologia lacunosa e controversa. Sull'entita del rimaneggiamento operato sul testo delle lettere, mancando quasi Mtn gli originali, non vi sono certezze; per le questiom fin qui citate si vedano Fontana (1893: 304), Parker (2003: 55) e soprattutto Caretti (1940: v-ix; 1-27). Circa la dispersione del carteggio della Morata si veda Caretti (1940: 10-11). Su Celio Second() Curione si veda Biondi (1985).
6 Resoconti dettagliati dell'incendio di Schweinfurt sono fomiti da Olimpia stessa: si veda soprattutto la lettera a Cherubina Orsini, Heidelberg, 8 Agosto 1554 (Caretti, 1940: 105-09). Sul rogo di Schweinfurt e la conseguente perdita di quasi tutte le carte della Morata si veda Caretti (1940: 46-47).
' Per un'analisi del quale, specialmente dal punto di vista religioso-confessionale, si veda Parker (2003:36-54). Per molti versi inaffidabili le indicazioni contenute in Cignoni (1982-83, 1983-84).
'Prima fra tutte quella di Jules Bonnet (Bonnet 1850). Su questo problema si veda Daenens (1999: 104-07).
9 Dalle Antichita estensi del Muratori (1740: 391)
Id potere come intercessione...    175
Ferrara allo Stato Pontificio, durante l'esame del patrimonio lasciato daAlfonso II, verranno rinvenute nel Palazzo dei Diamanti alcune casse identificate come appartenenti a Renata"'°; i libri e le carte saranno portati al Castello e bruciati sul rogo dall'agente di Cesare d'Este, per ordine del papa, nel luglio del 1600".
La perdita del carteggio di Renata e della sua biblioteca, cinque o sei volte maggiore di quelk appartenenti alle nobildonne del tempo'2, e legata all'epilogo della lunga diatriba territoriale fra gli Este e it papato circa il ducato di Ferrara. La contesa attraversa l'intero arco del XVI secolo e it caso di Fanini ne rappresenta un episodio. All' intern° della complessa gestione della sovranita le donne di cui ci occupiamo s'inseriscono con una rete di comunicazioni, di richieste e d'iniziative messe in atto al fine di salvare la vita all'imputato. Il breve resoconto che segue e fondato sui principali studi oggi disponibili e tenta di riunire, seppur in maniera sintetica, alcune delle informazioni disseminate in fonti diverse.

1. UN "PROTOMARTIRE DELLA RIFORMA".
Cosi si esprime Adriano Prosperip a proposito di Fanino Fanini, o Camillo Fanini, o Fannio (1520-1550). Al pari di altri protagonisti della vicenda in esame, la sua vita e nota solo parzialmente, in modo approssimativo14 e talvolta contrastante a seconda che le fonti siano d'ispirazione cattolica o riformata; tenuto conto di tali problemi, i fatti essenziali possono essere riassunti come segue'5.
Figlio di Melchiorre e di Chiara Brini, e fornaio a Faenza come i suoi predecessori16, Fanini abbraccio in circostanze imprecisate posizioni di tipo luterano, che comincia a diffondere attraverso una predicazione infervorata. Fu
Dalla lettera di Cesare d'Este al cardinale Alessandro, Ferrara, 8 luglio 1600 (Fontana, 1890: 357).
" Circa il sequestro e la distmzione dei libri e delle carte di Renata si vedano Fontana (1893: 284, 397, 405; 1899: xxvi, 355-59), e piu recentemente Franceschini (2005: 214-16).
12 A questo proposito v. Franceschini (2005: 213-16).
13 Prosperi (1996:     165).
14 Non potendo, per ragioni di spazio, entrare nel dettaglio dei loci controversi, rinviamo a questo proposito al giudizio riassuntivo di Casadei (1934: 168).
" Le opere principali su Fanini sono Fontana (1893: 272-78), Lanzoni (1925: 89-101) c soprattutto Casadei (1934). Tra gli altri si vedano Caponetto (1997: 282-84) e Dall'Olio (2000: 216-30). Per una sintesi storico-bibliografica v. la voce corrispondente nel DBI(Felici 1991); per le biografie di stampo agiografico v. infra; per la tradizione filo-protestante v. Bonnet (1861: 54-57; 79-80; 90-91).
Cfr. Lanzoni (1925: 89), Casadei (1934: 169

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arrestato sembra nel 1547'7e processato dall'inquisitore Alessandro da Lugo's; graziato da quest' ultimo dopo pubblica abiura, fu bandit() da Faenza nella speranza che si emendasse. Riprese invece la predicazione, e con rinnovato fervore, poiche da un documento del 1548 sappiamo che si era introdotto nel convento di S. Chiara di Bagnacavallo, per diffondere le nuove idee presso le monache19.
All'inizio di febbraio del     1549 fu denunciato al duca Ercole II d'Este20; alla fine dello stesso mese fu nuovamente arrestaton mentre predicava a Bagnacavallo, e rinchiuso nella rocca di Lugo22. Tradotto a Ferrara e 11 processato come eretico relasso da un tribunale designato da Ercole d'Este, rifiut6 di ritrattarsi, fu giudicato colpevole e condannato a morte. Nonostante le numerose intercessioni in suo favore, la condanna venne eseguita it 22 agosto del 155023. La vicenda di Fanini segno un punto di non ritorno nella diffusion della Riforma in Emilia-Romagna, poiche rese vane le speranze dei riformati di poter giungere a patti con la dottrina romana24. L'anno successivo sarebbe motto Giorgio Siculo", nel 1554 la stessa moglie del duca, Renata di Francia, sarebbe stata processata per eresia. La morte eroica di Fanini, unita alla sua personality trascinatrice e alio scandalo provocato dalla sua condanna, ne fece
'7 Lanzoni (1925: 91).
Da una lettera del padre Giampietro Celso da Capodisuia at duca Ercole II d'Este, Bologna 7 febbraio 1549: "Nella term di Lugo habita un certo fomaro da faenza, per nome detto Il fannino, ] Il quale fu anehora ne glj anni passati nelle mani del R. [everen]do Inquisitore ma. [est-10 Allesandro da lugo nostro processato [... e per pieta da luj liberato" (Casadei, 1934: 197-98).
19 Casadei (1934: 195-97), Appendici, 1, Deposizione di alcune suore del convento di S Chiara di Bagnacavallo, senza data, ma databile at periodo tra it 18 maggio ed it 23 ottobre del 1548.
20 V. la lettera ad Ercole H citata supra.
2' Da una lettera di Girolamo Papino al duca Ercole II d'Este, Bologna 25 febbraio 1549: "El pate sottopriore de Sancto Dominico me scrive Vostra Excellentta havere fatto prendere in Lugo uno heretico faventino" (Valenti, 1966: 402-03; Dall'Olio, 2000: 222-23). Cfi: Casadei (1934: 171-72).
22 V la lettera di Giovanni Antonio Delfino, inquisitore di Ravenna, at cardinal Cervini, Ravenna,
27 febbraio 1549: "II commissario di Lugo ha preggione uno domandato Fanino da Faenza, it quale sendosi gia una volta publicamente abiurato in Faenza ..." (Buschbell, 1910: 309; Lanzoni, 1925: 92; Casadei, 1934: 171).
23 Dal libro dei giustiziati di Ferrara: "1550, 22 agosto. Fu impiccato e poi abbruciatto in piazza Camillo Fanini Romagnolo per Luterano ed Eretico; Questo si fece per consenso della Sacra Inquisizione, ed it corpo a Brustolito fu Giettato in PO come meritava" (cit. in Fontana 1893: 279). Con errore manifesto Parker situa la morte di Fanini at 22 settembre (Parker 2003: 22).
24 Cfr. Caponetto (1997: 287).
25 Su Giorgio Siculo si veda Prosperi (2000).
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presto una figura leggendaria26; it suo martirio fu esaltato dalla letteratura filo-protestante, dando luogo a revisioni della vicenda in chiave agiografica27.


2. LA QUERELLE GIURISDIZIONALE E LA PRIMA MEDIAZIONE
Dal secondo arresto di Fanini alla sua esecuzione intercorrono diciotto mesi. La ragione di tale ritardo a da ricercarsi in un intreccio di trattative, alleanze e prerogative territoriali, all'interno del quale si collocano a piii riprese i solleciti di Renata di Francia, Lavinia della Rovere ed Olimpia Morata.
I primi conflitti di giurisdizione emergono immediatamente dopo la cattura. Fanini e stato arrestato a Bagnacavallo ed a imprigionato a Lugo; questi territori appartengono alla Romagna estense, ma per it governo spirituale dipendono rispettivamente dalle diocesi di Faenza e di Imola, due domini dello Stato della Chiesa28. Inoltre, titolari dell'Inquisizione di Romagna sono i frati minori, ma i cardinali inquisitori spingono affinche gli eretici siano consegnati invece ai domenicani: i francescani infatti hanno fama di essere troppo permissivi29. Ai primi di marzo del 1549 Fanini viene sottratto ai frati minori e collocato sotto it controllo del vicario dell'inquisitore Papino, it domenicano fra' Michele da Ferrara. Comincia allora una disputa fra Ercole d'Este, it papa Paolo III ed i cardinali dell'Inquisizione.
L'intervento femminile a favore di Fanini comincia in questo primissimo periodo della sua carcerazione. Si tratta di una lettera redatta da Camillo Orsini i19 marzo del 1549, nella quale it capitano di ventura chiede che it prigioniero sia liberato e inviato a lui per essere impiegato come soldato; Orsini lascia intendere che si tratterebbe pia di commutazione della pena che di vera e propria grazia, data la natura dei compiti ai quali l'eretico verrebbe adibito30. Orsini non scrive a titolo privato: dietro la sua mano si scorge l'intervento di Renata di Francia,
26 A proposito del seguito the ebbe a Faenza la predicazione di Fanini, si veda Caponetto (1997: 291-98).
27 Le prime sono le biografie di Francesco Negri (Negri 1550) e Giulio da Milano (da Milano, 1552);
v. inoltre Crespin (1560). Per avere un' idea delle revisioni cui furono sottoposti i fatti si veda it caso di Bonnet (ilquale per es. attribuisce a Fanini, fornaio da generazioni, illustn natali; Bonnet 1861:54).
" Sulle questioni giurisdizionali nel caso Fanini v. Fontana (1893: 272-78); Casadei (1934: 174-78); Valenti (1966: 402-10); Dall'Olio (2000: 222-23).
Come scrive l'inquisitore di Ferrara: "ditti flan mai castigano heretici"; Girolamo Papino ad Ercole II d'Este, Bologna, 25 febbraio 1549 (Valenti, 1966: 402-03; Dall'Olio, 2000: 222-23).
3° "La opinione che se ha ch'io sia in molta gratia de V[osu a] S.[ignoria] Il1.[ustrissi]ma et Ecc. [ellentissi]ma [... che [...  io sia astretto, a ricomandar a quella un Fanino da Faenza retenuto in Lugo de ordine de V. [ostra] S.[ignoria] Illlustrissikna et Ecciellentissilma. [... ] Se la giudicara cosa degna da potermessi concedere, degnandossj it lasciarlo venire de qui, io to 

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in via diretta o attraverso Lavinia della Rovere. Quest'ultima, proveniente dal ramo della Rovere disceso da una sorella di Giulio II, aveva sposato nel 1541 Paolo Orsini, figlio dello scrivente Camillo. In questo caso la strategia seguita dalle donne si fonda sul potere indiretto derivante dal matrimonio e percorre le vie dell'affinita religiosa tra famiglie potenti. Infatti, se sull'eresia di Renata di Francia circolano gia voci consistenti all'epoca di cui parliamo, Lavinia stessa, almeno fino alla meta del XVI secolo, gravita nell 'orbita delle idee riformate, sia a causa della sua frequentazione della corte ferrarese sia a causa della sua amicizia con la duchessa e con Olimpia Morata. A propria volta Camillo Orsini, senza essere pubblicamente un eretico, appartiene ad una corrente che e stata definita d'ispirazione valdesiana mitigata".
Poco dopo la lettera di Orsini, Ercole II riceve altre pressioni dal papa (che gli chiede di consegnare Fanini al legato di Romagna32 perche sia processato dall 'autorita religiosa) e dall'inquisitore Papino (che invece insiste affinche non lasci andare l'eretico"). La posizione del domenicano Papino nei riguardi del caso Fanini e durissima: it fornaio si deve "brusare, como de iure se debe fare per essere relapso"34. Nel sostenere la propria idea l'inquisitore ricorre a considerazioni politiche quali i disordini provocati dall'eretico ed it carattere di sedizione rivestito dalla sua attivita propagandistica nei domini estensi". Eretico o quantomeno fortemente sospetto egli stesso, Papino era stato voluto da Ercole d'Este a capo dell'Inquisizione ferrarese" e si puo dunque considerare un uomo di fiducia del duca; e possibile che sfruttasse la vicenda di Fanini per stornare l'attenzione da un problema ben pia grave, quello
tahnente in fatione che se potra dir pin presto esserli commutata la pena che esserlj totalmente conceduta la gratis". Camillo Orsini ad Ercole d'Este, Parma, 9 marzo 1549 (Casadei, 1934: 198).
31 Casadei (1934: 172-74). Su Camillo Orsini v. anche Firpo (1993: 135-36).
32 Letters del cardinale Alessandro Famese at duca Ercole, Roma, 11 marzo 1549 (Casadei, 1934: 199).
33 Cfr. Valenti (1966: 407-08).
34 Da una lettera di Papino ad Ercole d'Este, Bologna, 21 marzo 1549 (Valenti 1966: 410).
"Ibid. V. a questo proposito Dall'Olio (2000: 223). E utile ricordare che l'eresia era punita nel XVI secolo come reato di lesa maesta; l'eretico, nel professare una religione diversa da quella del suo principe, contravveniva infatti all'autorita di quest'ultimo. Cfr. Prosperi (1996: xi).
36 Si veda per la nomina it breve di Paolo III del 20 ottobre 1548; Fontana (1893: 227); Valenti (1966: 316, 325 e segg.); Dall'Olio (2000: 222).
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dell 'eresia di Renata37, che rischiava di costituire it pretesto ad ingerenze del papato sul govern° del territorio ducale.

3. DONNE, ERESIA E SOVRANITA ALLA CORTE DI FERRARA
In quanto figlia di Luigi XII di Francia, Renata era per nascita una principessa reale. Al pari di molti rampolli del tempo era diventata una pedina nel gioco di alleanze tra famiglie e Stati. La sua mano era stata accordata ad Ercole d'Este scartando pretendenti molto pia illustri nell 'intenzione di cementare
1 'alleanza con la Francia del territorio estense", strategico ai fini della lotta contro l'Impero dopo la discesa di Carlo VIII. Renata pero era giunta a Ferrara con al seguito un'intera corte francese, che mantenne (anche economicamente) per tutta la durata della sua residenza nel ducato, nonostante le periodiche epurazioni messe in atto da suo marito39. Questo apparato era completamente autonomo, persino dal punto di vista dell'amministrazione spirituale, poiche nel 1543 la duchessa era riuscita ad ottenere da Paolo III un breve che poneva lei e tutti i suoi protetti sotto la diretta giurisdizione della Santa Sede40. Nella propria corte Renata aveva allestito una "scuola femminile"41: fissava le materie di studio e acquistava i libri di testo, seguiva i progressi della primogenita Anna e delle due figlie minori, Lucrezia e Leonora. Alle sue dipendenze era entrata, probabilmente nel 1540, Olimpia Morata, per occuparsi delle tre principesse estensi42 e soprattutto di Anna, sua grande amica, di cui favoriva gli studi attraverso it meccanismo dell'emulazione. Olimpia, figlia del poeta e pedagogo Pellegrino Fulvio Morato e di Lucrezia Gozi, aveva manifestato fin da piccola capacity stupefacenti, leggeva, scriveva e componeva versi in greco e in latino e si esibiva pubblicamente in saggi di declamazione. Appunto le
" Sul ruolo di Girolamo Papino nel processo a Fanini si vedano Fontana (1893: 227, 273, 382 e passim), Casadei (1934: 177-78), Valenti (1966), Dall'Olio (2000).
" Sulla natura politica e sugli effetti del matrimonio try Ercole II d'Este e Renata di Francia si vedano Braun (1988) e Zum Kolk (2007).
Su Renata e la sua cone si vedano, oltre alle fonti gia eitate, Franceschini (2000, 2005) e Gongs Camos (2005).
4° Fontana (1893: 490-92). Sui rapport tra Paolo III e Renata v. ibi, 133-91. 4' L'espressione e di Chiara Franceschini (2005: 211).
" Fontana (1893: 296); Rodocanachi (1896: 181-82); Caretti (1940: 51-52). Per alcune testimonianze documentarie v. Franceschini (2005: 210).

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lodi ricevute nella respublica literarum le avevano guadagnato un posto nella corte ferrarese".
Le ragioni della sua caduta in disgrazia net     1548 non sono chiare. La letteratura la attribuisce alle voci malevole messe in giro da Jerome Bolsec, elemosiniere di Renate; i riferimenti pero sono assai vaghi, ed a possibile che dopo la partenza di Anna d'Este, maritata a Francesco di Guisa alla fine del 1548, semplicemente non vi fosse pia ragione di stipendiarla45. Pia in generale, come nota Chiara Franceschini, "in una corte italiana della meta del Cinquecento, non esisteva un ruolo possibile per una donna non nobile, spiritualmente maturata e intellettualmente consapevole, come Olimpia Morata-46.
La figura di Olimpia costituisce un caso sui generis pur all'interno di una categoria gia particolare come lo e quella delle donne letterate. Uno degli aspetti di questa eccezionalita e it matrimonio per amore contralto con it medico e poeta tedesco Andreas GrUnthler (o Grundler) fra it 1549 ed it 155047. La natura profondamente elettiva di questo legame, fondato sulla passione per it sapere e sulla comune dedizione allo studio dei classici, colloca la Morata al di la di una tendenza al rifiuto del matrimonio che caratterizza le donne del suo tempo dedite alle lettere48. Rispetto ad altre sue contemporanee egualmente engagees, Olimpia mostra inoltre una notevole coerenza intellettuale ed una volonta incrollabile nel sopportare le conseguenze delle proprie scelte. In questo si distingue da altre figure femminili della corte ferrarese: Lavinia, l'amica carissima, interrompera i contatti con lei a partire dal 1551, nell'ambito di un documentato riavvicinamento alle posizioni cattoliche49; Renata nelle proprie
4'1 riferimenti fondamentali su Olimpia Morata sono le edizioni di Celio Secondo Curione (Morata, 1558 e segg.), to studio di Nolten (1731), la biografia di Bonnet (1850), le edizioni di Paladino (Morata, 1927) e Caretti (Morata 1940, 1954a, 1954b), gji atti del convegno tenutosi a Ferrara (Morata, 2005) e recentemente le edizioni in lingua tedesca (Morata, 1990) e inglese (Morata, 2003, che contiene pen:, incongruenze ed errori, alcuni dei quali sono notati nel torso del presente studio).
" Si vedano ad es. Bonnet (1861: 50-51); Caretti (1940: 40); Fontana (1893: 297-98); Peyronel Rambaldi 2001: 103); Flood (2005: 334).
45 Cosi Parker (2003: 20) e Franceschini (2005: 218-19). Sul progressivo "spopolamento" della casa di Renata dopo la partenza di Anna v. Fontana (1893: 295).
46     Franceschini (2005: 220).
' Su questo punto della cronologia si vedano Nolten (1731: 40); Barotti (1792:     169-71); Caretti (1940: 40-41); Parker (2003: 24); Pandolfi (2005: 293-99).
" V. a questo proposito Peyronel Rambaldi (2001: 94-97).
" L'ultimo riferimento ad una lettera di Lavinia nel carteggio di Olimpia Morata risale al 1551, dopo la partenza di Lavinia da Ferrara (Olimpia Morata a Lavinia della Rovere, Schweinfurt, estate del 1551; Caretti 1940: 75-76), Tre anni dopo la Morata le scrive lamentando l'assenza di notizie a partire da quel momento: "Satis demirari non possem, illustrissima Lavinia, quare nullas ad me literas prxter
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convinzioni religiose     — dottrinariamente alquanto confuse     — manifestera sempre una certa oscillazione e it 21 settembre del 1554, incarcerata e privata delle figlie, accettera di confessarsi e di assistere alla Messa50. La stessa Anna d'Este, che durante l'infanzia e l'adolescenza vive in un ambiente riformato, legge i libri dei `novatori' e non partecipa ai riti cattolici51, una volta sposa del cattolicissimo Francesco di Guisa si riaccostera all'ortodossia. Nonostante la rottura del 1548, Renata assicura la dote ad Olimpia in occasione del suo matrimonio52, come una decina d'anni piu tardi fara per quella the sembra di poter identificare con una figlia di Fanini53.
Il sostegno fornito da Renata ai dissidenti, dentro e fuori dalla propria corte, e pericoloso per Ercole d'Este. Il suo piccolo Stato a diviso a meta: Modena e Reggio sono territori imperiali, mentre Ferrara costituisce un feudo papale; addossato com'e allo Stato Pontificio, it ducato estense e costantemente a rischio di assorbimento da parte di quest'ultimo54. Avere una moglie eretica non 6, in simili frangenti, una situazione ideate, ma d'altronde it duca non ha mano libera sull'illustre consorte, protetta dal nipote Enrico II, re di Francia.
Per tenere lontana la possibility di ingerenze papali Ercole mira a ribadire la propria giurisdizione sul ducato nell 'amministrazione della giustizia, specie riguardo alle questioni religiose", e cio soprattutto nel periodo della vicenda di Fanini, durante it quale it Concilio di Trento si e spostato a Bologna (1547-49) e l'ala intransigente dell'Inquisizione, capeggiata da Carafa, vede aumentare it
unas tantum Ferrarix discedens dederis" (Olimpia Morata a Lavinia della Rovere, Heidelberg, 1° agosto 1554; Caretti 1940, 97-99).
90 Muratori (1740: 391); Fontana (1893: 383); Dall'Olio (2000: 224-25); Zum Kolk (2007:     115). Parker (2003: 32) anticipa erroneamente it cedimento della duchessa al 3 settembre. Sull'incostanza di Renata si vedano ad es. le considerazioni di Franceschini (2005: 219-20).
51 V. in proposito le preoccupazioni del duca nella lettera al re di Francia (Ercole d'Este ad Enrico II, Ferrara, 27 marzo 1554; Fontana 1893: 346-47).
52 Franceschini (2005: 211); Gorris Camos (2005: 184).
" I registri dei conti parlano di 50 ducati promessi ad "una figlia del Fanino di Ravena". E stato ipotizzato che questa pratica fosse uno dei modi attraverso i quali la duchessa appoggiava i portatori di posizioni religiose affini alle proprie. Per i riferimenti e le considerazioni v. Franceschini (2000: 193-94).
51 A questo proposito v. Blaisdell (1975: 69). Sulla complessita di gestione del territorio estense v. Folin (2000).
55 Si vedano a tale proposito Casadei (1934: 180-81) e Blaisdell (1969: 187).


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proprio potere56. Ferrara e a quel tempo la citta piu eretica d'Italia57 e dunque la severity amministrativa e d'obbligo, ma Ercole vuole assicurarsi un controllo dettagliato sulle attivita repressive". Nella complessa situazione in cui ii duca
costretto a muoversi a causa dell'imbarazzo provocato dalla duchessa eretica e dalla sua corte autonoma, la delicatezza degli interventi a imprescindible. Ercole lo scrive espressamente nel 1548 in una lettera all'oratore estense Bonifacio Ruggeri: "ci ha parso meglio procedere con destrezza di questa maniera che fame maggior rumore, a fine che non si habbia da pubblicare che nostra Moglie sia tacchiata di tale machia"59. Espressioni simili adoperera nel 1554, scrivendo al re di Francia perche lo aiuti a far tornare la duchessa nel seminato60, e pari discrezione verra mostrata anche da parte di Enrico II". Non si tratta peraltro di atteggiamenti isolati, giacche le donne riformate, specie se di alto rango, sono un problema tutto particolare per la Chiesa e la tendenza e quella di risolvere i casi senza provocare scandali62

4. IL PROCESSO E LE ULTIME INTERCESSIONI
Alla fine di marzo del 1549 it duca comunica al proprio ambasciatore a Roma che ha fat-to tradurre Fanini a Ferrara e si appresta a farlo giudicare da un tribunale da lui stesso designato63. La composizione del tribunale (che comprende, su sette membri, tre consiglieri di giustizia del duca e l'inquisitore
Casadei (1934: 71, 81); Dall'Olio (2000: 222).
57 SuIla diffusion dell'eresia a Ferrara nel XVI sec. v. Dall'Olio (2000); sull'eterodossia alla corte di Renata di Francia, dire alle fonti gia citate, v. Caponetto (1997: 279-300) e Belligni (2005).
" In quest' ottica anche l'eretico Camillo Renato, catturato nel 1540, viene tradotto a Ferrara durante it processo, cfr. Dall'Olio (2000: 220).
59 Risposta di Ercole d'Este ad una lettera di Bonifacio Ruggeri del 10 novembre 1548 (Fontana, 1893: 254).
60 "Per it che vedendomi esser fore iato di remediar per una via o per un'altra ad uno tanto inconveniente, e desiderando in cio usar rirnedii pin tosto piacevoli che rigorosi... " (Ercole a Francesco II, 27 marzo 1554; Fontana 1893: 347). Sulle circostanze di questa richiesta d'aiuto si vedano Fontana (1893: 277-78, 344-50); Prosperi (1996: 166); Prosperi (2001: 205-07); Bainton (1992: 294-95).
61 Dalle istruzioni date all'inquisitore di Francia, Mathieu Ory, inviato a Renata dal re: "remettant sa Majeste audit sicur Duc, de faire user [...1 de telle modestie & fawn de faire, que F... les choses passent sans scandale ny note qui puissent estre inferees a aucune macule ou reproche a l'endroit de ce qui touche & regarde icelle Dame & ceux qui en dependent" (Le laboureur, 1731: 718, cit. in Fontana, 1893: 354).
62 Si veda l'introduzione di Susanna Peyronel Rambaldi in Bainton (1992: 22).
63"L'habbiamo fah() condurre in questa terra con intention che sia processato", scrive, aggiungendo: "ci par conveniente che [...] ritrovandosi questo tristo nelle fora nostre, et havendo notitia che sia
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Papino), e tale da assicurare ad Ercole una maggioranza favorevole alle proprie decisioni. L'Inquisizione finisce per ratificare la mossa del duca; sette mesi dopo it processo e concluso, Fanini ha confessato ed e stato condannato64.
Il 7 di ottobre del     1549 la duchessa Renata intercede di nuovo presso it marito a proposito del prigioniero, stavolta con una lettera scritta di proprio pugno65. Com'e sua abitudine nei confronti dei riformati residenti nel suo territorio, fornisce a Fanini anche denaro: lo si deduce da un regesto delle lettere di Renata compilato dopo it sequestro della sua corrispondenza nel 1554, in cui si legge "Famino de' Famini scrive a Madama li domanda elemosina et la ringratia d'altre dateli da S. [ua] Ex. [cellenti]a"". Essendo poco verosimile che la duchessa consegnasse personalmente le sue elemosine al condannato, e poiche le fonti sono concordi nell'affermare che l'eloquenza di Fanini attirava presso la sua cella di Ferrara numerosi personaggi, e probabile che proprio durante queste visite Renata gli facesse pervenire gli aiuti, forse attraverso Lavinia della Rovere (la notizia di una visita di Olimpia Morata appare infondate). Nella sua Dissertatio historica Georg Ludwig Nolten parla di suppliche inoltrate al papa in favore del prigioniero, da parte di Lavinia, incitata da Olimpia". L'informazione, di cui non esistono prove, viene ripresa un secolo e mezzo piit tardi, nella biografia della Morata scritta da Jules Bonnet".
Alla fine di ottobre del 1549 it papa e i cardinali inquisitori comunicano it nulla osta a procedere con l'esecuzione, ma la morte di Paolo III, sopraggiunta poco dopo, permette ad Ercole II di prendere tempo. Nel mezzo del conclave per l'elezione del nuovo pontefice, i16 gennaio gli giunge una nuova richiesta di grazia di Camillo Orsini. Stavolta it postulante a esplicito nel riferire che Fanini (insieme con un altro eretico) gli e stato raccomandato da qualcuno che
stato causa del molto male sul dominio nostro, et ancho sia punito de suoi demeriti nel stato nostro". Ercole d'Este a Bonifacio Ruggeri, Ferrara, 26 marzo 1549 (Casadei, 1934: 177-78).
" Da una lettera di Ercole d'Este a Bonifacio Ruggeri, Ferrara, 25 settembre 1549: "Quell) fanino da faenza to quale gia molt; di si trova distenuto in questa ten-a come sa sua S. [anti]' per conto di heresia, at fine e stab) convinto per relapso, havendo egli stesso it tutto confessato et ratificato" (Casadei, 1934: 180).
65 Fontana (1893: 273); Lanzoni (1925: 93).
66 Fontana (1899: xliii); Casadei (1934:     183).
67 Sull'argomento si vedano, con opinioni diverse: Maccrie (1858: 309); Bonnet (1861: 56); Fontana (1893: 273); Lanzoni (1925: 93); Casadei (1934: 182); Frettoni (1989: 358); Caponetto (1997: 283-84); Daenens (1999: 105).
68 "Intercessit quidem Roma? apud Papam pro Phannio Olympia impulsore Lavinia Ruverensis Princeps" (Nolten, 1731: 38).
69     Bonnet (1861: 90). A proposito di tale notizia v

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gli e molto vicino", probabilmente la nuova Lavinia, nuovamente sollecitata da Renosta di Francia.
I mesi passano e nel frattempo al soglio pontificio e asceso Giulio III. Da un'ennesima lettera all'oratore estense risulta chiara l'intenzione del duca di procurarsi un ordine di esecuzione ufficiale del nuovo papa, in mode da potersi poi scaricare di ogni responsabilita.71. Il 31 maggio it papa emette un breve apposito72.
Informata dei fatti, Renata lascia la propria corte di Consandolo e si reca a Ferrara; dalla capitale del ducato scrive al marito assente73. Siamo tra it giugno ed it luglio del 1550; a Ferrara fa un gran caldo, scrive la duchessa74, con possibile allusione al clima che si respira in citta. La sua lettera ci offre un'immagine chiarissima della duplicity di certe figure femminili ai tempi della Riforma, donne educate alla piacevolezza, ma dotate di tempra virile e di notevole forza di carattere. Nella lettera di Renata si mischiano captatio benevolentice, affettuosita coniugale, considerazioni politiche e ferme messe in guardia. La duchessa inizia sottolineando la "speranza" del ritorno del marito e ringraziando per l'offerta di frutta, che si appresta a ricambiare75. Poi passa agli avvertimenti, sottolineando "lo scandalo e la vergogna" di tutto to Stato che ricadranno sulle spalle del duca qualora non si decidesse, per ispirazione
"Tengo Canto granf ede a chi mi prega, vogli scrivere all'Ecc. [client* V. [ostral in raccomandatione del Fanino [... ], che non posse mancar di supplicarla, come fo riverentemente con questa, si degni in tutto quello, che le parra honoratamente possere, haverli per riccomandati et liberarli ". Camillo Orsini ad Ercole d'Este, Parma, 6 gennaio 1550, corsivi nostri (Casadei, 1934: 184, 199).
'' "Circa fanino vi dovete recordare che altre volte vi habbiamo scritto che not desideraressimo che Nlostrol Sjignier ce scrivesse the facciamo la executione contra di lui, perche essendo cosa non mai piu fatta in questo state, et essendo egli stato raccomandato da infiniti personagij de importantia, vorressimo almeno haver in pronto la scusa perche non possiamo fare altramente". Ercole d'Este a Bonifacio Ruggeri, Ferrara, 14 maggio 1550 (Casadei, 1934: 185).
Nel breve si legge: "curet exequutioni in causa fannini de fanninis faventini hwretici relapsi" (Fontana 1893: 520-21; Casadei, 1934: 185).
" Casadei ritiene che questa lettera non si riferisca al case Fanini, poiche in essa a fatta menzione di un "padre': che l'autore interpreta essere Melchiorre, padre di Fanini, gia morto all'epoca del document°. E piu probabile perO che l'espressione di Renata si riferisca a Fanini stesso, in quanto padre dei "figlioletti"(cfi: infra e v. Casadei, 1934: 183).
" "Je suis tousiours a ferrare au logis bien chef'. Renata di Francia ad Ercole d'Este, maggio-giugno 1550. (Fontana 1893: 275. Traduzione nostra, per questa e per le lettere seguenti).
n "Mons.' par se porteur Jay ressu Vote laictre et veu l'esperance que me donnez de Vote retour Jay ensemble eu les raisins qui sent fruis Je vous envoye des fruis que mon jardinier ma aportes de naples"(ibid).
Id potere come intercessione...    185
divina, a provvedere nel modo dovuto nei confronti del prigioniero76. Tenta in seguito di commuovere it marito dipingendogli la famiglia in difficolta, "i poveri e piccoli figli"; supplica it duca di averne pieta e di sottrarli a "mani tanto crudeli"77. La richiesta viene avanzata come un favore personale e secondo le formule retoriche d'uso: "se sono nella Vostra buona merce, alla quale molto umilmente mi raccomando". In coda alla lettera un ultimo ammonimento, relativo al dovere di carita di un signore verso i bisognosi e i sudditi del proprio State.
Tanta eloquenza era destinata a rimanere infruttuosa. Le suppliche della duchessa in favore di eretici erano frequenti e in alcuni casi avevano esito favorevole, come sara nel 1552 per Lodovico Domenichi, salvato dal carcere a vile. Cosi non avverra per Fanini, poiche la situazione politica non permette passi falsi. Dopo nuove messe in guardia del cardinale Carafa circa l'eresia di sua moglie", Ercole II convoca it tribunale per le ultime formalita.
Per salvare it condannato gli sforzi proseguono. Un paio di mesi dopo it tentativo di Renata, Olimpia Morata scrive a Lavinia della Rovere dalla Germania, dove da poco si e trasferita al seguito del marite. La lettera e databile al periodo tra agosto e settembre del 1550 e conferma che it dialogo tra le due amiche a proposito di Fanini era in corso in quel periodo, poiche Olimpia ringrazia Lavinia della sua promessa di prodigarsi per it prigioniero e dalla formulazione si deduce che l'impegno fa seguito ad una richiesta della poetessa82, forse risalente agli ultimi incontri ferraresi. La promessa giunge graditissima ad Olimpia; infatti la prossima partenza di Lavinia per Roma le sembra porti "qualche speranza" (di salvare Fanini, s'intende), considerando
"Scandale et honte de tout Votre pais suges et serviteurs qui retoumera a Vous si dieu ne Vous met au queur de pourvoir comme Jespere quil fera" (ibid.: 276).
" "Le pauvre pe [re] et pauvres et pitis anfans et maire desqueulx Je Vous suplie monsieur avoir pitie et les oter des mains si crudes" (ibid.).
78 "Si Je suis en Votre bonne grace a la quelle trehumblement me recomande Vous recordant la charite que Vous debves aulx pauvres et a Vos suges" (ibid.). Casadei nota giustamente che Fanini, in quanto originario di Faenza, non era un suddito del duca (Casadei, 1934: 183).
79 Fontana (1893: 280); Piscini (1991: 593). Su Domenichi si veda inoltre Craravelli (2004).
" Si veda la lettera al duca del nuovo oratore estense, Giulio Grandi, Roma, 18 luglio 1550 (Fontana, 1893: 277-78; Casadei, 1934: 186).
81 Olimpia era arrivata in Germania it 12 giugno. Si veda la lettera a Johann Sea. "Cum in Germaniam venissemus pridie Idus Iunii „ . ". Olimpia Morata a Giovanni Sinapi (Johann Senf), Kafbeuren, 25 agosto 1550 (Caretti, 1940: 67).
" "Gratias ago ingenues vero quod mihi in adiuvando Phannio studium tuum et operant polliceris". Olimpia Morata a Lavinia della Rovere, Kafbeuren, agosto-settembre 1550 (Caretti, 1940: 67

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quanto vale li la sua autorita". Vediamo in questo passo un'allusione al prestigio del suocero di Lavinia, Camillo Orsini, molto vicino alla curia'''. Segue una considerazione suggerita dall'esperienza di corte e dal favore goduto dalla destinataria presso Ercole II: essendo Lavinia sul punto di partire, potra essere di qualche aiuto a Fanini, poiche in quell'occasione "non v'e dubbio che it duca prometta tutto it suo impegno"85. Lavinia potra dunque chiedergli, se it duca vuol fare qualcosa per lei, "di liberare colui che non ha nessuna colpa"86. Olimpia lascia alla saggezza dell'amica di stabilire it da farsi, echeggiando subito dopo it verso del Vangelo di Matteo secondo cui quanto si fa per i miseri
6 come si facesse per Cristo". Non si dilunga oltre poiche sa che la salvezza di Fanini le sta a cuore quanto a lei stessa, la esorta peni a non piegare la grandezza del suo animo alle suppliche dei malvagi in quel che concerne it puro culto di Cristo".
Come sappiamo, Fanini viene giustiziato alla fine di agosto. Olimpia e inizialmente ignara di tutto a causa della distanza e delle difficolta personali. Scrivera ancora di lui dalla Germania net corso dell'anno successivo, sia a Lavinia che all'amico Celio Secondo Curione. Dalla prima di queste lettere, databile all'estate del 1551, sembra di poter dedurre che fosse proprio Lavinia a metterla al corrente della triste fine del loro protetto". Nell'ottobre seguente Olimpia informa Curione a sua volta. I commenti sono mediati dal tempo e
83 "Id mihi, ne mentiar, tarn gamin fuit quam quod gratissimum: nam spem mihi nonnullam afferre videtur hwe tua profectio, cum sciam quantum Rom tua auctoritas valeaf'
" Pare inoltre di scorgere qualche legame con la voce riportata dalle fonti a proposito di un intervento di Lavinia e di Olimpia presso it pontefice (v. supra).
" "Prxterea vent mihi etiam in mentem, te isthinc discedente aliquid opis iii afferre posse; nam tibi discessurx non dubium est quip dux omne suum studium polliceatur" (ibid).
88 "Eum igitur rogare poteris, ut si quid tua causa facere velit, ut ilium absolvat, qui omni vacat culpa" (ibid., 67-68).
" Turn te non fugiat, quicquid officii et beneficii in istos contuleris, id te Christ= in se contulisse existimaturum" (ibid., 68). Cfi: Mt. 25: 40.
" "Plura de hae re non scribam, cum non sim nescia, lilies salutem tibi xque ac mihi magna; cum esse: tantum te hortor ut ne malevolentissimis hominum obtestationibus magnitudinem animi tui inflectas in his, gum ad Christi puram religionem pertinent" (Caretti, 1940: 68).
89 Scrive Olimpia: "Non ho potuto rispondere inrimediatamente, cosi come desideravo, ally tua carissima lettera, che in parte mi ha provocato dispiacere, in parte allegrezza Non ho infatti potuto impedinni di provare turbamento per la morte di Fannio, uomo di grande religiosity: sebbene la sua grande femiezza abbia poi lenito it mio dolore" ("Statim, ut optabam, tuis suavissimis literis respondere non potui, qux me partim molestia, partim affecerunt Facere elm non potui gum Phannii, viri magna pietate prxditi, morte non commoverer: beet postea eius magna constantia meum dolorem leniret". Olimpia Morata a Lavinia della Rovere, Schweinfurt, estate del 1551. Ibid, 75.
Id potere come intercessione...    187
dalla riflessione e per questo piu severi. La poetessa parla del potere detenuto in Italia dal papa (che chiama "Anticristo", secondo it linguaggio dei riformati) e riferisce in modo succinto la carcerazione di Fanini, "un pio uomo dalla fede incrollabile", imprigionato per quasi due anni, che non voile mai, "ne per paura della morte, ne per amore della moglie o dei figli, scostarsi dalla verita."".

CONCLUSIONE
Le lettere appena citate condividono alcuni tratti tipici del carteggio della Morata, la lucidita, la tensione etica, i frequenti incoraggiamenti alla resistenza e ad una forma quasi stoica di sopportazione. E stato notato che la forza di carattere sembra tipica delle donne riformate dell'epoca, forse per la difficolta intrinseca delle loro scelte. Gia nell'Ottocento Jules Bonnet sottolineava come gli sforzi prodigati dalle donne nei confronti di Fanini siano "degni di ricordo in tempi in cui l'Italia tutta era in preda al terrore'+92.
Per quanto colte e determinate, queste donne non possono sottrarsi ai meccanismi di strumentalizzazione del loro tempo, come nel caso di Renata di Francia, la cui mano e un oggetto sullo scacchiere politico. D'altronde it matrimonio a uno dei canali che sanno sfruttare per ottenere vantaggio; altri canali sono it parentado e i contatti personali. Tutti confluiscono nella rete di relazioni messa in moto per avanzare una richiesta: in quest'ottica le lettere sono un vero strumento di negoziazione, come appare evidente soprattutto per Renata.
Se non hanno (tranne rani casi) un potere ufficiale pari a quello degli uomini, le donne ne guadagnano e ne sfruttano dunque uno collaterale. E opportuno notare a questo proposito come a differenza di Renata di Francia e Lavinia della Rovere, che uniscono, su scala diversa, l'autorita procurata dalla famiglia d'origine a quella ottenuta attraverso it matrimonio, l'ascendente di Olimpia Morata e invece quello del solo prestigio personale, conquistato cioe attraverso le doti individuali. Ad ogni modo, ciascuna secondo i mezzi a sua disposizione, le donne svolgono nei confronti delle idee riformate un'attivita di mediazione, che nel caso di Renata e di Olimpia si estende ben al di qua e al di la dei limiti cronologici del caso Fanini. La duchessa di Ferrara sara sempre
9° "UN [sc. in Italia] potestatem habet tantam Antichristus     Superiore enim anno nescio an to audieris Phaninum, quendam pium virum eonstantissiinw fidei, cum in carcere fere biennium fuisset (nunquam enim, neque metu mortis neque coniugis vel liberorum amore, a veritate desciscere voluit)". Olimpia Morata a Celio Secondo Curione, Schweinfurt, 1° ottobre 1551 (ibid,77).
91 Si veda Susanna Peyronel Rambaldi (1999: 62).
92 Bonnet (1861: 80).

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una protettrice degli eretici, sia in Italia che durante it suo ritiro a Montargis; Olimpia Morata continuera a diffondere i libri e le idee dei novatori anche dalla Germania, all'interno di quello che e stato definito it -patronage femminile del dissenso religioso"".
Visto it ruolo di primo piano da loro svolto, a auspicabile che it moltiplicarsi degli studi sulla storia delle donne contribuisca a dissipare la nebbia che circonda ancora molte delle figure storiche interessate (prima Ira tutte la Morata) e supplisca alle lacune delle fonti antiche, su cui tuttora poggia essenzialmente la nostra conoscenza dei fatti

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Biografia Fanino Faniini
Un sentito ringraziamento all'autore Carlo Bertinelli per it lavoro di ricerca e per it suo entusiasmo nel ricostruire la biografia del credente faentino Fanino Fanini, un pioniere della Riforma protestante in Italia. Un grazie ancora per l'autorizzazione concessa a Edizioni Passaggio di pubblicare a titolo gratuito la sua opera: le pagine che seguono porteranno it lettore a vivere particolari momenti della storia dove l'intolleranza e la persecuzione rendevano la testimonianza evangelica difficile, un debito di riconoscenza che ogni credente
italiano ha verso i fratelli nella fede appartenuti a precedenti generazioni.
Fanino Fanini-. Premessa
"Fanino Fanini. Evangelic° faentino. Per la sua fede impiccato ed arso. Ferrara 22 agosto1550".
Questa iscrizione, nella caratteristica ceramica locale, indica it nome di una stretta e breve via del centro storico di Faenza. La notai per caso tanti anni fa, durante uno dei miei viaggi di lavoro e suscito in me una grande curiosity che mi spinse a saperne di piti sul canto di questo "evangelic° d'altri tempi".
Cosi, alla prima occasione in cui mi ritrovai nella citta romagnola con un sufficiente ritaglio di tempo a disposizione, mi improvvisai ricercatore storico e tentai una ricognizione in alcune librerie della cilia alla ricerca di qualche documento sull'antico concittadino.
Purtroppo it mio primo sforzo risulto vano: non solo non riuscii a trovare neppure una modesta biografia del nostro uomo, ma scoprii che it Fanini, pur avendo una via del centro storico intitolata a suo nome, era del tutto sconosciuto ai librai della citta.
Dopo una lunga ricerca approdai, come ultima possibility, alla Biblioteca Comunale, dove un solerte bibliotecario si mise a mia disposizione iniziando un'accurata ricerca. Cataloghi, indici e schede furono diligentemente esaminati senza che si trovasse del nostro personaggio neppure la minima traccia: sembrava che non avesse scritto nulla degno dei posteri e the i posteri non avessero scritto nulla su di lui.
Finalmente, dopo una breve assenza, it bibliotecario pose nelle mie mani la raccolta di una rivista locale - "La Pie: marzo/aprile, 1921" - dove tale Armando Cavalli aveva scritto alcune pagine dedicate al Fanini, in seguito a ricerche su testi del mondo protestante d'oltralpe in cui veniva considerato un protomartire della Riforma in Italia.
La figura che vi si delineava non era quella di un eroe senza macchia e paura, ma di un essere fragile e debole nella sua umanita, con it peso dei suoi errori ma anche con tutta la forza e la bellezza della sua fede.
Nella austera sala di lettura, fra un distinto signore ed una giovane studentessa, dimenticai gli impegni di lavoro ed it pranzo e chinai ii capo sulle pagine ingiallite dal tempo, ringraziando e adorando it Signore per quella testimonianza di fede e di vita che nil faceva riflettere e mi arricchiva.
Molti anni passarono da quell'episodio e a distanza di tempo mi ricordai di questo "antic° amore", decisi di riprendere le mie ricerche e scoprii che Fanini non era sconosciuto in Italia come mi era parso in un primo tempo e che diversi studiosi si erano occupati di lui, offrendo al ricercatore un quadro esauriente sulla sua figura.
Cosi e nata questa biografia. Una volta soddisfatta la mia curiosita, ho pensato che valesse la pena sintetizzare it frutto delle mie ricerche in queste pagine, nella speranza che it modern lettore, calandosi in una storia cosi antica, sappia comprendere e tollerare gli errori del nostro uomo e venga stimolato ad imitarne la fede, lo zelo e it coraggio.Porgo un sentito ringraziamento a chi nil ha incoraggiato ed aiutato concretamente in questo modesto lavoro.2. II cinquecento il sedicesimo secolo ebbe un ruolo molto importante nella storia dell'umanita.
Da poco era stato scoperto un nuovo continente, l'America, e questo fatto aveva avuto conseguenze sociali ed economiche di grande rilevanza.
Si erano formati in Europa degli stati laici, politicamente ed economicamente alleati, che venivano a mutilare it sistema feudale limitando it potere papale e la vita medievale si apriva a nuovi orizzonti, mentre i vari popoli avvertivano la profonda crisi morale e spirituale esistente in Europa e anelavano a nuovi valori.
Tutto questo porta it sedicesimo secolo ad essere ricco di pensieri, azioni e fatti nuovi. I grandi sconvolgimenti che to animarono si possono ricollegare al Rinascimento, sorto verso la meta del quindicesimo secolo, e alla Riforma. Attraverso le idee del Rinascimento, a loro volta precedute e preparate dall'Umanesimo, l'uomo si pose nuovamente come centro dell'universo, esaltando la sua intelligenza e it suo valore.
Se l'Italia del Rinascimento apparve allora come maestra di vita all'Europa, fu solo per l'aspetto intellettuale, artistico e letterario e non certamente per la vita politica e morale ritenute profane e immorali. Non riuscendo a rispondere adeguatamente ai bisogni spirituali dei popoli europei ii Rinascimento deluse le attese di un rinnovamento complessivo. La Riforma nacque come risposta al profondo bisogno di veri valori cristiani. Non fu un fulmine a ciel sereno, non sorse senza preavviso, ma fu preparata da van precursori — tra cui John Wycliff, Jan Hus, Pietro Valdo, Girolamo Savonarola, Francesco d'Assisi — che tesero al recupero della Chiesa Cattolica al Vangelo.
Non si pub dire con certezza che essa sia derivata dallo spirito di critica del Rinascimento o dalla corruzione del clero: sorse piuttosto come reazione al formalismo religioso, incapace di soddisfare le coscienze che sentivano it bisogno di Dio.
La Controriforma cattolica in Italia fu alquanto dura e brutale.  I Papi Paolo IV e Pio V perseguitarono gli "eretici" con i mezzi piu efferati: carcere, torture, roghi, immersioni nell'olio bollente.
Molti furono costretti a fuggire dal loro paese salvarsi dai rigori dell'Inquisizione. Erano aristocratici, intellettuali e mistici, tra cui possiamo ricordare: Pier Martire Vermigli, Celio Secondo Curione, Pietro Paolo Vergerio it Giovane, Antonio Brucioli (che per primo tradusse tutta la Bibbia in italiano dall'ebraico e dal greco), Bernardino Ochino, Giovanni Diodati (la cui traduzione della Bibbia in italiano dalle lingue originali e ancora oggi tenuta nella massima considerazione), Lelio e Fausto Socino, Giacomo Acconcio, Bernardino Bonifacio, Ludovico Castelvetro.
Altri invece subirono it martirio in patria: come Pomponio Algieri (morto sul rogo in Piazza Navona a Roma nell'agosto del 1556), Pietro Carnesecchi (the dopo essere stato segretario di papa Clemente VII fu decapitato a Roma nel 1567) e Antonio Della Paglia,  noto come Antonio Paleario (condannato, impiccato ed arso a Roma nel 1570 per aver sostenuto la giustificazione per sola fede e non aver riconosciuto l'autorita del Pontefice).
Coloro che riuscirono a fuggire vennero considerati come apostoli della liberty di coscienza ed espressero chiaramente la sensibility spirituale italiana del tempo, anche se non riuscirono ad essere assorbiti pienamente nella realty protestante, in quanto i Riformatori non furono capaci di integrare le loro libere coscienze.
Oltre che per l'incapacita dei Riformatori di tollerare la voglia di indipendenza nella ricerca della yenta da parte di questi esuli, la Riforma in Italia falll anche per la mancanza di un sostegno da parte della nobilta e delle organizzazioni artigiane. Le idee riformatrici furono tuttavia accolte con interesse, sia negli ambienti aristocratici e intellettuali che fra it popolo. Alcuni storici elencano i nomi delle persone importanti che ebbero rapporti con la Riforma (tra cui: Vittoria Colonna, Juan de Valdes,  Giulia Gonzaga,  Giovanni Antonio Caracciolo, Renata di Francia,  Olimpia Morata, Bernardino Ochino, Pier Martire Vermigli) ed altri evidenziano che la "predicazione luterana" incontro it favore del popolo, che era stanco e nauseato dalla aperta corruzione del clero, dalla sontuosita degli ecclesiastici e dai vari scandali che scoppi